ANTONIO RUGGERI, Integrazione europea e autonomia degli enti territoriali: simul stabunt vel simul cadent

1. Il carattere composito del rapporto tra Unione europea e autonomie territoriali, bisognoso di essere osservato da entrambi i poli tra i quali si intrattiene e svolge, e la natura sfuggente dell’Unione, refrattaria ad essere qualificata alla luce degli schemi della tradizione teorica, con specifico riguardo a quello di sovranità

Siamo oggi chiamati a discutere dei possibili sviluppi dell’Unione europea e del ruolo che le autonomie territoriali possono giocare in ordine al loro orientamento ed al complessivo modo di essere. Desidero tuttavia far subito notare che il titolo dato alla nostra tavola rotonda mette in mostra solo una delle due facce di un fenomeno che, in realtà, si presenta maggiormente articolato e complesso. Il rapporto tra Unione europea e autonomie territoriali può essere, infatti, riguardato da entrambi i poli tra i quali intercorre; e, così come si può fare oggetto di studio il concorso dato dalle autonomie all’avanzata del processo d’integrazione sovranazionale, si può (e si deve) altresì verificare quale apporto può il processo stesso dare alla salvaguardia dell’autonomia degli enti territoriali minori, a partire proprio dalle Regioni ed enti a queste similari presenti in ordinamenti diversi dal nostro.

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ANTONIO IANNUZZI – ALESSANDRO MORELLI, Autonomie territoriali e Unione europea: la somma di due incognite (a proposito del secondo Convegno di Diritti regionali)

Il secondo Convegno di Diritti regionali ha approfondito il rapporto tra autonomie territoriali e Unione europea, cadendo in un momento – quello dell’esplosione del caso catalano – in cui le istanze indipendentiste collidono in modo drammatico con l’ispirazione e la dinamica del processo d’integrazione sovranazionale. Il futuro delle autonomie territoriali, in Spagna come in Italia e in altri Paesi del Vecchio continente, e quello della stessa Unione europea appaiono oggi incognite la cui somma risulta indeterminabile. Dopo la Brexit, la crisi d’identità che da anni affligge l’ordinamento sovranazionale europeo sembra essere entrata in una fase acuta. L’Unione è un’entità dalla fisionomia indefinita, soggetta a fermenti dagli esiti imprevedibili. Lo studio del rapporto tra queste due incognite (il futuro delle autonomie e quello dell’Unione) appare, dunque, una sfida difficile anche se, al tempo stesso, ineludibile. Una sfida che richiede l’integrazione degli strumenti d’analisi del giurista con quelli dei cultori di altre discipline, allo scopo di offrire ai decisori politici non soltanto ricostruzioni analitiche attendibili ma anche possibili proposte d’intervento, sul piano istituzionale, per superare il grave momento di crisi.

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