GUIDO RIVOSECCHI, Le autonomie territoriali nell’architettura istituzionale dell’Unione europea

1. Le autonomie territoriali nell’Unione europea: un inquadramento preliminare

È ormai assodato che le autonomie territoriali siano state pienamente riconosciute nell’architettura istituzionale dell’Unione europea. Tale processo, però, è stato lento e travagliato. Da un lato, al pari degli Stati membri, gli enti territoriali hanno progressivamente risentito delle trasformazioni delle Comunità, prima, e dell’Unione europea, poi, che ha esercitato un’influenza crescente su di essi. Dall’altro, le autonomie hanno concorso – specie nella fase più recente del processo di integrazione – a modellare le istituzioni europee e l’effettivo esercizio delle competenze tra Unione e Stati membri. Non è certamente un caso che, in dottrina, si siano da tempo prodotti significativi tentativi volti a ricostruire l’architettura istituzionale dell’Unione su un triplice livello territoriale di governo alla cui base sono state collocate le autonomie stesse.

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