ALESSANDRO CANDIDO, Politica energetica e (s)leale collaborazione: il caso del Trans Adriatic Pipeline (TAP)

1. L’integrazione in materia energetica e le infrastrutture transeuropee: stato dell’arte

Il “caso TAP” oggetto delle recenti cronache fornisce lo spunto per riflettere sui rapporti tra Unione europea, Stati membri (con particolare riferimento all’Italia) e autonomie regionali e locali nel settore che più di ogni altro costituisce il cuore della politica estera, industriale, di sicurezza e di sviluppo dell’Europa: l’energia. Tale materia, affidata alla competenza concorrente di Unione europea e Stati membri (art. 4, § 2, lett. i, TFUE), è stata collocata dal Trattato di Lisbona tra le fonti primarie comunitarie. In particolare, tra i fini della politica energetica europea di cui all’art. 194, § 1, TFUE, si colloca la necessità di assicurare il funzionamento del mercato dell’energia, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico nell’Unione, promuovere il risparmio energetico, l’efficienza energetica e lo sviluppo di energie nuove e rinnovabili, nonché l’interconnessione delle reti energetiche.

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