MARIA BOTTIGLIERI, La cooperazione decentrata o territoriale. Il ruolo delle autorità locali nelle politiche europee di cooperazione allo sviluppo sostenibile e di governance del fenomeno migratorio

1. Premessa

Le migrazioni che stanno interessando l’Europa negli ultimi anni in modo crescente, dovute a una pluralità articolata e complessa di concause, non costituiscono solo un fenomeno di respiro globale ma hanno un impatto diretto su Regioni ed Enti locali, spesso in prima linea nell’attuazione delle politiche di accoglienza. La percezione comune è che queste si trovino a subire, più che governare, un fenomeno di più vasta portata e che quindi l’unica interlocuzione possibile sia quella di reagire con misure-tampone dettate dall’emergenza e da indirizzi politici espressi a livello nazionale ed europeo. Anche per ovviare a questa logica, e tentare di passare da interventi di natura emergenziale ad azioni meglio pianificate, molte autonomie locali hanno iniziato a sperimentare, in modo nuovo, strumenti come la cooperazione decentrata che oggi è chiamata a interagire anche con questi fenomeni e a individuare le misure più idonee per promuovere azioni strutturali ed efficaci sui territori di provenienza di questi flussi. È questa la ragione per cui l’Unione europea e lo Stato italiano stanno progressivamente allargando alle autorità locali l’ammissibilità a vecchi o nuovi meccanismi di finanziamento delle attività di cooperazione decentrata e di quelle attinenti alle politiche migratorie.

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