ANTONIO RUGGERI, Integrazione europea e autonomia degli enti territoriali: simul stabunt vel simul cadent

1. Il carattere composito del rapporto tra Unione europea e autonomie territoriali, bisognoso di essere osservato da entrambi i poli tra i quali si intrattiene e svolge, e la natura sfuggente dell’Unione, refrattaria ad essere qualificata alla luce degli schemi della tradizione teorica, con specifico riguardo a quello di sovranità

Siamo oggi chiamati a discutere dei possibili sviluppi dell’Unione europea e del ruolo che le autonomie territoriali possono giocare in ordine al loro orientamento ed al complessivo modo di essere. Desidero tuttavia far subito notare che il titolo dato alla nostra tavola rotonda mette in mostra solo una delle due facce di un fenomeno che, in realtà, si presenta maggiormente articolato e complesso. Il rapporto tra Unione europea e autonomie territoriali può essere, infatti, riguardato da entrambi i poli tra i quali intercorre; e, così come si può fare oggetto di studio il concorso dato dalle autonomie all’avanzata del processo d’integrazione sovranazionale, si può (e si deve) altresì verificare quale apporto può il processo stesso dare alla salvaguardia dell’autonomia degli enti territoriali minori, a partire proprio dalle Regioni ed enti a queste similari presenti in ordinamenti diversi dal nostro.

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