ANTONIO SAITTA, Martines e la “specialità” siciliana

Hayez-Vespri sic

1. Già molti anni prima che l’esperienza delle regioni ordinarie prendesse avvio, Martines aveva indirizzato una parte cospicua della propria attività di studioso a questa esperienza di decentramento politico inedita per un paese come l’Italia di forti e consolidate tradizioni centralistiche. Fino al 1970 si contano otto saggi specificamente dedicati al diritto regionale, ma ciò che rileva non è tanto il numero dei contributi quanto l’approccio al tema, immediatamente focalizzato al cuore delle questioni che il nuovo ente implicava: fu subito chiaro al Maestro che con la Regione non si aggiungeva semplicemente un nuovo ente di autonomia agli altri già conosciuti dall’esperienza ordinamentale italiana, ma si apriva una grande questione di ordine costituzionale e politico-istituzionale che avrebbe imposto un ripensamento ab imis della concezione stessa della sovranità statuale e delle funzioni che lo Stato è chiamato a svolgere: in una parola, della forma di Stato, nell’accezione più ampia che all’espressione si possa dare. Non a caso uno dei suoi primi impegni sulle regioni è lo storico Studio sull’autonomia politica delle Regioni in Italia che, legandosi alle ricerche che in quegli stessi anni stava conducendo – in termini generali – sul concetto di indirizzo politico, qualificava il tema del regionalismo come una delle pietre angolari per la corretta comprensione della organizzazione del potere pubblico disegnata dalla nuova Costituzione, mettendo già in luce quali sarebbero stati i punti di crisi del tormentato rapporto con lo Stato.

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