UGO ADAMO, La composizione delle giunte comunali alla luce della l. n. 56 del 2014 e della (più recente) giurisprudenza amministrativa

Palazzo_spada

1. Premessa

Le note che seguono hanno l’intento di offrire qualche riflessione sulle questioni poste dall’entrata in vigore dell’art. 1, comma 137, della legge n. 56 del 2014 (nota giornalisticamente come legge Delrio) per cui «Nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico». Le riflessioni proposte si accompagneranno all’analisi di alcune recentissime decisioni dei giudici amministrativi stante la reticenza di alcuni amministratori a dare seguito (fin da subito) all’indicazione della norma di legge su richiamata.

La disciplina sulla parità di genere nelle giunte comunali ha conosciuto negli ultimi anni una significativa riscrittura, non del tutto ordinata però, che ha prodotto una pluralità di norme che incidono sullo stesso oggetto, vale a dire sul vincolo a cui deve attenersi un sindaco che, una volta eletto, deve nominare la “sua” giunta. Si è, dunque, dinanzi ad un obbligo ricadente sul titolare del potere politico degli enti territoriali a che sia rispettato il principio costituzionale di pari opportunità tra i sessi nel momento in cui viene predisposta la nomina dei componenti gli esecutivi degli enti medesimi.

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