LUIGI VENTURA, Notazioni sulla riforma costituzionale

Giuramento della Pallacorda

Una premessa è d’obbligo quando si parla di riforme costituzionali. Una premessa che attiene al metodo, alle modalità con cui esse devono avere luogo.

Non mi riferisco qui alla vecchia questione se l’art. 138 della Costituzione consenta modifiche di ampia portata o soltanto interventi specifici e mirati di manutenzione del testo costituzionale. Tale questione è stata, di fatto, superata dalla legge costituzionale n. 3 del 2001 che, com’è noto, con una esigua maggioranza, ha modificato integralmente e organicamente (ma forse sarebbe meglio dire: disorganicamente…) tutto il Titolo V della Parte II della Costituzione, già peraltro significativamente revisionato dalla legge costituzionale n. 1 del 1999 che aveva introdotto l’elezione diretta dei Presidenti di Regione e importanti novità nella disciplina degli statuti regionali, in quello che era stato presentato a suo tempo come una sorta di processo riformatore in progress.

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