BARBARA PEZZINI, Risposte ai quesiti del Forum di Diritti regionali sulla riforma costituzionale

Università di Bergamo - Dip. Giurisprudenza1. Quale impatto avrà sull’assetto ordinamentale la presenza dei sindaci e dei consiglieri regionali nel nuovo Senato e quale idea di rappresentanza politica emerge dal nuovo bicameralismo disegnato dalla riforma costituzionale?

Il tema del bicameralismo o, più esattamente, della necessità di trasformazione del bicameralismo paritario e perfetto – come è noto – è davvero un tema costante del dibattito sulle forme istituzionali nell’Italia repubblicana, su cui molto è stato studiato, detto e scritto in dottrina, così come molto è stato discusso, progettato e fallito sul piano della politica e delle istituzioni (registrando una deludente divaricazione tra le acquisizioni degli studi, della dottrina e le superficiali strumentalizzazioni troppo spesso osservate nella discussione politica). Mentre l’evoluzione concreta delle forme del bicameralismo italiano ha proceduto costantemente in direzione di una accentuazione, nel modello costituzionale, delle convergenze di struttura e funzioni (dalla durata della legislatura, ai sistemi elettorali, dai regolamenti parlamentari, agli organismi bicamerali), hanno continuato anche ad affacciarsi nelle discussioni molteplici direttrici di riforme, ipotizzate e mai realizzate, per un bicameralismo “diverso”: dal ridisegno funzionale per incrementare l’efficienza (o risolvere alcune inefficienze percepite); alla differenziazione della rappresentanza su base territoriale; al senato “federale”.

La domanda sulla composizione del nuovo senato e sulla conseguente nuova definizione della rappresentanza appare, quindi, suscettibile di fare emergere questioni davvero centrali per la comprensione della portata della riforma costituzionale in atto e della sua direzione.

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