[L. Regione Siciliana 4 gennaio 2014 n. 1] La Regione Siciliana si impegna a provvedere al ridimensionamento dei “costi della politica”

Palermo, Palazzo dei Normanni (sede della Regione)

Con il primo atto legislativo emanato quest’anno, la Regione Siciliana si è preoccupata di perseguire l’obiettivo della riduzione della spesa pubblica per quel che interessa il capitolo dei famigerati “costi della politica”.

Già dalla rubrica della legge in oggetto, «Misure in materia di controllo, trasparenza e contenimento della spesa relativa ai costi della politica», si desume l’intento del legislatore regionale di voler ridimensionare i costi della macchina legislativa e burocratica regionale. I destinatari della maggior parte delle norme sono, infatti, proprio i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana e gli assessori della Giunta.

In primis, la normativa detta una regolamentazione del trattamento economico di tali categorie di soggetti: circa l’indennità mensile dei deputati, l’art. 2 dispone l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 dell’art. 1 della legge regionale 30 dicembre 1965 n. 44 – sul punto dell’indennità spettante ai membri dell’Assemblea regionale siciliana e la diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Palermo – nei limiti di 11.100 euro lordi mensili (sulla portata di quest’ultima legge regionale citata, cfr. I. La Lumia, Sull’indennità dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana, in www.forumcostituzionale.it), nonché l’aggancio alla variazione dell’indice ISTAT del costo della vita per quel che attiene all’adeguamento dell’importo dell’indennità e della diaria. Inoltre, per quanto concerne l’individuazione delle cariche interne cui assegnare un’indennità di funzione, si rinvia all’apposita disciplina adottata dai competenti organi dell’organo legislativo, secondo le norme del proprio Regolamento interno, e si pone il tetto massimo dei 2700 euro lordi mensili per la fissazione dei relativi importi. Sempre nel corpus dell’art. 2, nel disciplinare l’indennità degli assessori, il legislatore regionale reca la modifica testuale dell’art. 1 della legge regionale 30 gennaio 1956 n. 8, disponendo un nuovo regime per le indennità mensili spettanti al Presidente della Regione e agli assessori regionali (deputati e non).

Un altro aspetto da segnalare è quello relativo alla gratuità della partecipazione dei deputati regionali e dei componenti del Governo in organismi, di cui all’art. 3. La norma prevede il divieto che a tali soggetti siano corrisposti gettoni di presenza o compensi di altro nome a titolo di controprestazione per la loro partecipazione – connessa alle loro cariche – in commissioni, comitati, organi di enti. Sul punto dell’indennità di missione, è ora disposto che il Presidente e gli assessori regionali hanno diritto alla corresponsione dei rimborsi e delle indennità spettanti al Presidente e ai deputati dell’A.R.S. All’articolo 4, poi, sono introdotte apposite regole in tema di pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale dei deputati e assessori regionali, modificando alcuni punti della l. regionale 15 novembre 1982 n. 128.

Il comune cittadino che si lamenta della mancata partecipazione dei deputati regionali ai lavori parlamentari potrà provare un po’ di sollievo venendo a conoscenza di quanto disposto adesso dall’art. 5 della legge in esame, volto a contrastare l’assenteismo in Aula. Ai sensi di tale disposizione, il deputato che risulterà assente ingiustificato alle sedute dell’Assemblea o delle commissioni parlamentari (e, similmente, l’Assessore regionale assente ingiustificato alle sedute dell’A.R.S. o delle commissioni parlamentari cui deve partecipare in rappresentanza del Governo) incorrerà in una sanzione commisurata all’importo dell’indennità spettante. Per quanto attiene alle cause di assenza ingiustificata, alla misura della sanzione e alle modalità di rilevazione delle presenze, si rinvia alle disposizioni del Regolamento interno dell’A.R.S.

La norma di cui all’art. 6 intende perseguire il fine di «consentire lo svolgimento delle attività dei gruppi parlamentari», attraverso l’erogazione di un contributo per le spese di funzionamento e di una dotazione strumentale, logistica e di servizi di assistenza e supporto. La norma esclude categoricamente l’erogazione di contributi in favore di partiti o movimenti politici.

Sempre per quanto attiene ai gruppi parlamentari, è da segnalare l’adeguamento della Regione siciliana alle previsioni di cui agli artt. 10, 11 e 12 del d.l n. 174/2012, convertito, con modificazioni, nella l. n.213 del 2012, sul punto del rendiconto delle spese dei gruppi parlamentari.

Laddove l’art. 10 reca la soppressione dell’assegno di solidarietà per i deputati regionali e l’istituzione dell’assegno di fine mandato, il successivo art. 11 dispone che il trattamento previdenziale di questi continua a essere regolato secondo il sistema contributivo.

L’art. 12 contiene alcune misure attraverso cui la Regione si impegna a concorrere al contenimento della spesa, tra cui l’introduzione della razionalizzazione e l’efficienza dell’organizzazione interna, anche sul piano della gestione delle risorse umane.

Nel complesso, la normativa va inquadrata nella prospettiva di un’attuazione da parte della Regione siciliana della politica di “spendingreview” predicata da diversi atti normativi statali precedenti, tra cui il d.l. n. 174 del 2012, convertito, con modificazioni, nella l. n. 213 del 2012, più volte richiamata dal legislatore regionale.

Alessia Fusco

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Leggi regionali, Regione Siciliana e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a [L. Regione Siciliana 4 gennaio 2014 n. 1] La Regione Siciliana si impegna a provvedere al ridimensionamento dei “costi della politica”

  1. I don’t even know how I ended up here, but I thought this post
    was great. I don’t know who you are but certainly you are going to a famous blogger if you are not already
    😉 Cheers!

I commenti sono chiusi.