[Corte cost. n. 2/2014] Affidamento dei servizi pubblici locali: solo con procedure concorsuali al fine di tutelare la concorrenza

Roma, Palazzo della Consulta 3

La Corte costituzionale si è pronunciata con sentenza n. 2 del 13 gennaio 2014 sulla questione di costituzionalità promossa dal Presidente del Consiglio nei confronti dell’art. 2 della legge della Regione Toscana n. 64 del 2012, il quale inserendo il comma 1 bis all’art. 82 della legge finanziaria toscana del 2011 disponeva che “Nelle more dell’espletamento della procedura concorsuale per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma al gestore unico di cui all’articolo 90 e fino al subentro dello stesso, gli enti locali competenti provvedono, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, a garantire la continuità del servizio reiterando, anche oltre il primo biennio, i provvedimenti di emergenza emanati ai sensi del comma 1”.

La Corte ne dichiara la incostituzionalità riprendendo la sua granitica giurisprudenza in tema di materie trasversali e, in specie, di tutela della concorrenza.

Infatti, partendo preliminarmente dalla necessaria riconduzione della disciplina impugnata ad una delle competenze legislative di cui all’art. 117 Cost. e tenendo in considerazione l’oggetto e l’interesse da esse tutelato, il giudice delle leggi dimostra di aderire alla tesi del ricorrente che sostiene che, poiché essa dispone delle “modalità di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” e non di “trasporti pubblici locali” stricto sensu, essa deve necessariamente essere ricondotta alla materia “tutela della concorrenza” di cui all’art. 117 co. II Cost. Vieppiù, la Corte costituzionale ricorda che la summenzionata materia ha anche natura trasversale ed è dunque capace di incidere anche “su altre materie (con essa intersecantesi) attribuite alla competenza legislativa concorrente o residuale delle Regioni”.

Dunque, esaminando il profilo della proroga automatica di concessioni già esistenti, la Corte ricorda la sua più recente giurisprudenza e fa riferimento alla sentenza n. 173 del 2013 nella quale ha dichiarato incostituzionale una norma della regione Liguria che, in tema di demanio marittimo, disponeva una siffatta proroga senza la previsione di termini di durata, affermando che “il rinnovo o la proroga automatica delle concessioni viola l’art. 117, primo comma, Cost., per contrasto con i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario in tema di libertà di stabilimento e di tutela della concorrenza, determinando altresì una disparità di trattamento tra operatori economici, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), dal momento che coloro che in precedenza non gestivano il demanio marittimo non hanno la possibilità, alla scadenza della concessione, di prendere il posto del vecchio gestore se non nel caso in cui questi non chieda la proroga o la chieda senza un valido programma di investimenti. Al contempo, la disciplina regionale impedisce l’ingresso di altri potenziali operatori economici nel mercato, ponendo barriere all’ingresso, tali da alterare la concorrenza”.

Approfondendo ancora di più il tema e riferendosi specificatamente a rinnovi e proroghe automatiche di contratti di concessione relativi al trasporto pubblico locale, la stessa recente giurisprudenza costituzionale ha ripetutamente negato al legislatore regionale tale possibilità, perché essa realizzerebbe di fatto una alterazione del corretto svolgimento della concorrenza nel settore ed una disparità di trattamento tra operatori economici, dettando vincoli alla loro entrata sul mercato, e violerebbe altresì i principi di temporaneità e di apertura alla concorrenza (cfr. C. cost. n. 80 e 123 del 2011).

Dunque, se è soltanto l’affidamento dei servizi pubblici tramite procedure concorsuali a garantire l’effettiva apertura del settore e il superamento di assetti monopolistici, la norma toscana che stabilisce la possibilità, per gli enti locali, di reiterare la proroga dei contratti dei gestori dei servizi di trasporto pubblico locale, senza che neppure vi sia l’indicazione di un termine finale di cessazione delle medesime, “opera una distorsione nel concetto di concorrenza ponendosi in contrasto con i principi generali, stabiliti dalla legislazione statale” e per questo è dichiarata incostituzionale.

Maria Esmeralda Bucalo

Foto | Flickr.it

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3 risposte a [Corte cost. n. 2/2014] Affidamento dei servizi pubblici locali: solo con procedure concorsuali al fine di tutelare la concorrenza

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