Nuovi dubbi sullo statuto molisano approvato, questa volta in conformità all’art. 123 Cost., dopo l’annullamento delle elezioni

Campobasso

1. Il 28 dicembre 2012 è stato pubblicato a fini notiziali il testo della legge recante lo statuto della regione Molise, sembrando essere giunto a conclusione con tale adempimento un travagliato iter di cui si è dato conto tempo fa in questo blog (cfr. E. Albanesi, Il Consiglio regionale del Molise e lo statuto che «non s’ha da fare», 4 giugno 2012). Tuttavia, lungi dal potersi dire conclusa, la vicenda sembra presentare ulteriori profili problematici.

2. Questa è in estrema sintesi la travagliata vicenda a monte dei recenti sviluppi. Il Consiglio regionale del Molise ha approvato una legge recante lo statuto in prima deliberazione il 19 luglio 2010 ed in seconda deliberazione il 22 febbraio 2011, cui ha fatto seguito la pubblicazione notiziale il 2 marzo 2011. Tuttavia, peraltro poco prima che la Corte costituzionale rigettasse le questioni di legittimità sollevate dal Governo sullo statuto (Corte cost., sent. 21 marzo 2012, n. 63), il Consiglio regionale ha ritenuto di apportare alla versione dello statuto approvata alcune modifiche (quali la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori regionali e la soppressione della figura del sottosegretario alla Presidenza della Giunta). Per raggiungere tale obiettivo, il Consiglio ha scelto di revocare la seconda deliberazione (quella del 22 febbraio 2011) attraverso una legge (l. reg. 13 febbraio 2012, n. 4). Avvedutosi però della non conformità rispetto all’art. 123 Cost. di siffatto modus operandi, il Consiglio ha approvato una seconda legge (l. reg. 30 marzo 2012, n. 7) con la quale è stata abrogata la precedente e si è disposta la reviviscenza della deliberazione del 22 febbraio 2011 (per un approfondimento sui problematici profili costituzionali della vicenda cfr., volendo, E. Albanesi, Lo statuto è ancora nella disponibilità del Consiglio regionale dopo la pubblicazione notiziale? A margine della vicenda dello statuto del Molise, in Osservatoriosullefonti.it, 2012, n. 2).

3. A questo punto, e stavolta in conformità con la procedura di cui all’art. 123 Cost., il Consiglio regionale ha quindi proceduto all’approvazione di un nuovo testo di statuto recante le suddette modifiche: con una prima deliberazione il 19 ottobre 2012 ed una seconda deliberazione il 20 dicembre 2012, alle quali ha appunto fatto seguito la sopra citata pubblicazione notiziale del 28 dicembre 2012.

Nel frattempo il TAR Molise con sentenza n. 224 del 28 maggio 2012, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 5504 del 29 ottobre 2012 (sulla quale cfr. in questo blog M.E. Bucalo, [Cons. di Stato, sez. V, 29 ottobre 2012, n. 5504] Annullamento delle elezioni regionali del Molise: muta la giurisprudenza del Consiglio di Stato, 8 gennaio 2013), ha però annullato le elezioni regionali in Molise del 16 e 17 ottobre 2011 ed il 27 dicembre 2012 il Prefetto di Campobasso ha adottato il decreto di convocazione dei comizi elettorali per il 24 e 25 febbraio 2013.

Trascorsi tre mesi dalla pubblicazione notiziale (senza che ci fosse alcuna richiesta di referendum), il (nuovo) Presidente della Regione Molise, sulla base di un parere reso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, non ha però proceduto alla promulgazione dello statuto. Si è infatti ritenuto applicabile alla fattispecie in esame l’art. 18 della l. reg. 24 ottobre 2005, n. 36, ai sensi del quale «tutte le operazioni e le attività relative allo svolgimento del referendum [sullo statuto] sono sospese in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale, nel periodo intercorrente tra la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali ed i dieci mesi successivi all’elezione del nuovo Consiglio regionale», compresa la stessa attività di impulso iniziale del referendum. Con la conseguenza che si è ritenuto sospeso il termine stesso di tre mesi per la richiesta di referendum di cui all’art. 123 Cost. (anzi: si è ritenuto che tale termine non abbia mai preso a decorrere) per i dieci mesi successivi all’elezione del nuovo Consiglio regionale. In definitiva dovrà dunque ancora attendersi parecchio tempo (con il decorso dei dieci mesi, seguito dal decorso dei tre mesi di cui all’art. 123 Cost. e dall’eventuale svolgimento di un referendum, ove venga chiesto) prima che il nuovo testo di statuto entri in vigore.

4. Al di là dei dubbi che suscitano l’eccessiva durata del termine di cui alla l. reg. n. 36 del 2005 (peraltro portato da sei a dieci mesi proprio ad opera della sopra citata l. reg. n. 7 del 2012) e l’applicabilità della legge stessa alla fattispecie in questione (dato che, non essendoci stata alcuna richiesta di referendum nei tre mesi successivi alla pubblicazione notiziale, non vi sarebbero a rigore neppure «operazioni» o «attività» relative ad alcun referendum da sospendere), resta da chiedersi se il Consiglio regionale fosse nella pienezza dei poteri per approvare lo statuto a seguito dell’annullamento delle elezioni.

Il Consiglio pare avere agito in forza dell’art. 1 della l. reg. 13 febbraio 2002, n. 2, ai sensi del quale «nelle more dell’approvazione dello Statuto regionale ai sensi dell’articolo 123 della Costituzione, nei casi di annullamento dell’elezione del presidente della Giunta e del Consiglio regionale, gli stessi organi e la Giunta regionale in carica continuano ad esercitare le loro funzioni fino alla proclamazione del nuovo Presidente e dei nuovi consiglieri regionali, relativamente agli atti aventi carattere di urgenza».

L’adozione di un nuovo statuto può però davvero considerarsi un atto avente carattere d’urgenza?

Ed in ogni caso, la l. reg. n. 2 del 2002 disponeva della competenza per introdurre una siffatta disciplina in ordine ai poteri degli organi regionali a seguito dell’annullamento delle elezioni (ipotesi che peraltro è a rigore distinta da quella della prorogatio che sembra invece essere evocata, quantomeno dalla lettera della l. reg. n. 2 del 2002, la quale fa riferimento ad organi che «continuano ad esercitare le loro funzioni»)? Sembrerebbe di no, stando alla giurisprudenza costituzionale.

Nella sent. n. 169 del 2003 la Corte costituzionale ha infatti a chiare lettere sottolineato che in caso di annullamento giurisdizionale delle elezioni, «la disciplina dell’esercizio delle funzioni regionali fino alla nuova elezione rientra in linea di principio nella competenza statutaria della Regione». E non pare valere in senso contrario il fatto che la disciplina di cui alla l. reg. n. 2 del 2002 si autoqualifichi come transitoria (precisandosi che la disciplina in essa contenuta si applica «nelle more dell’approvazione dello statuto»), dato che la Corte costituzionale fu chiara nella sentenza n. 196 nello specificare che resta preclusa la competenza della legge regionale in tale ambito «almeno fino a quando lo statuto […] abbia[…] fissato i principi e le regole fondamentali».

Enrico Albanesi

Foto | Wikipedia.org

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9 risposte a Nuovi dubbi sullo statuto molisano approvato, questa volta in conformità all’art. 123 Cost., dopo l’annullamento delle elezioni

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