[Ric. n. 27 del 2013] La “difficile professione” del maestro di sci nella Regione Valle d’Aosta: le doglianze del Governo

Breuil-Cervinia

A quali criteri è subordinato l’esercizio, anche temporaneo, della professione di maestro di sci nella Regione Valle d’Aosta?

La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 7 , comma 2, della legge della Regione Valle d’Aosta 11 dicembre 2012 n. 34, recante “Modificazioni a leggi regionali in materia di professioni e altre disposizioni“. Nel modificare la normativa previgente sul punto in esame (trattasi della legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44, recante la “Disciplina della professione di guida alpina in Valle d’Aosta”), la norma prevede che “l’esercizio temporaneo della professione da parte di maestri di sci provenienti, con i propri clienti, da Stati membri dell’UE diversi dall’Italia (…) è subordinato all’accertamento da parte della struttura regionale competente (…) del possesso, anche sulla base dell’esperienza professionale maturata, di una idonea formazione professionale”. In buona sostanza, dunque, un maestro di sci proveniente da un Paese comunitario diverso dal nostro che intenda esercitare nella Regione del patois la propria professione con propri clienti, anche solo per un arco temporale circoscritto, deve necessariamente sottoporsi a un controllo dei propri requisiti professionali da parte della struttura regionale a ciò preposta.

Il Governo ha sollevato questione di legittimità costituzionale, deducendo l’avvenuta violazione dei principi di tutela della concorrenza e del mercato, ex art. 117, secondo comma, lett. e) della Costituzione. Nonostante lo Statuto della Regione autonoma Valle d’Aosta, all’art.2, l. u), preveda che la potestà legislativa in materia di guide, portatori alpini, maestri e scuole di sci spetti alla Regione stessa, sempre e comunque in armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, ad avviso del ricorrente la norma impugnata, nel porre “un ostacolo ingiustificato all’accesso e all’esercizio” della professione in oggetto, eccederebbe dalle competenze statutarie. L’obbligo prescritto di accertamento di un’idonea formazione professionale comporterebbe infatti inutili “restrizioni” a carico di soggetti che hanno già conseguito l’abilitazione alla professione di maestro di sci in altri Paesi membri dell’UE, restrizioni ritenute peraltro “sproporzionate rispetto all’obiettivo di garantire la sicurezza e la tutela dei fruitori dei servizi offerti”.

Alessia Fusco

Foto | Wikipedia.org

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4 risposte a [Ric. n. 27 del 2013] La “difficile professione” del maestro di sci nella Regione Valle d’Aosta: le doglianze del Governo

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