[L.R. Piemonte n. 17 del 2012] Per una maggiore trasparenza in Piemonte: Anagrafe delle cariche pubbliche elettive e sistema informativo su finanziamento e attività dei gruppi consiliari

Torino, Piazza Castello

Anche in seguito agli obblighi derivanti dal decreto legge n. 174 del 2012 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012), il 27 dicembre 2012 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato, all’unanimità, la L. reg. n. 17/2012, recante “Istituzione dell’anagrafe delle cariche pubbliche elettive e di governo della Regione e del sistema informativo sul finanziamento e sulla trasparenza dell’attività dei gruppi consiliari e disposizioni in materia di società ed enti istituiti, controllati, partecipati e dipendenti da parte della Regione”.

Nello specifico la L. reg. 17/2012 si propone di incrementare i livelli di trasparenza dell’attività degli organi della Regione e dei relativi componenti e disciplina le modalità di pubblicità dello stato patrimoniale dei Consiglieri regionali, del Presidente e dei componenti della Giunta regionale, nonché dei soggetti nominati ai sensi della L. reg. 23 marzo 1995, n. 39 (Criteri e disciplina delle nomine ed incarichi pubblici di competenza regionale e dei rapporti tra la Regione ed i soggetti nominati), ottemperando in tal modo alle disposizioni contenute nel d.l. 174/2012. In attuazione del medesimo decreto, la legge approvata rende poi disponibili i dati relativi al finanziamento dei gruppi consiliari.

La nuova normativa regionale, come già anticipato, è intesa anzitutto, e senza dubbio, a dare attuazione ad alcune disposizioni del  decreto legge n. 174/2012. Esso, infatti, richiede che le Regioni provvedano, entro il 23 dicembre 2012, a disciplinare con legge le modalità di pubblicità e trasparenza dello stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche elettive e di governo, prevedendo che la dichiarazione recante i dati sul predetto stato sia pubblicata annualmente, all’inizio e alla fine del mandato, sul sito istituzionale dell’ente interessato.

La stessa normativa statale demanda inoltre alle Regioni l’istituzione di un sistema informativo, al quale affluiscano i dati relativi al finanziamento dell’attività dei gruppi politici da pubblicare sempre sui propri siti istituzionali (art. 2, comma 1, lettera l), d.l. 174/2012.

Tuttavia occorre anche evidenziare come la L. reg. 17/2012 rappresenti il frutto della sintesi di proposte di legge sulla stessa materia che erano state presentate già agli inizi della presente legislatura: il gruppo consiliare Sinistra Ecologica e Libertà aveva infatti presentato il 15 giugno 2010 un progetto di legge, relativo all’anagrafe degli eletti, sottoscritto successivamente anche da altri gruppi consiliari.

Il progetto di legge in esame ha inoltre potuto trovare il consenso generale in Consiglio anche grazie ai lavori svoltisi, e il conseguente raggiunto accordo, presso il Tavolo di concertazione tra gruppi consiliari, istituito dal Consiglio regionale il 10 luglio 2012, volto alla “revisione della legge statutaria, della legge elettorale e dei provvedimenti collegati, della legislazione inerente i gruppi consiliari e lo status di consigliere regionale”.

La legge regionale 17/2012 incrementa inoltre, rispetto a quanto richiesto dalla normativa statale sopra richiamata, il livello di trasparenza degli organi della Regione Piemonte. A tal fine prevede che siano resi pubblici e liberamente accessibili, attraverso l’Anagrafe delle cariche pubbliche elettive e di governo della Regione, ulteriori dati che attengono non solo allo stato patrimoniale e di reddito dei titolari di cariche pubbliche elettive e di governo, ma anche, ad esempio, alla loro attività presso gli organi regionali di cui fanno parte, garantendo maggiore trasparenza rispetto a quanto avviene nelle sedi politiche e rispetto all’identità di coloro che vi fanno parte.

La legge si pone dunque come fase ulteriore del processo di potenziamento degli strumenti di trasparenza della Regione Piemonte, processo che si è tradotto recentemente nell’approvazione della L. reg. 22 aprile 2011, n. 5, recante “Interventi a sostegno della realizzazione di servizi di accesso wi-fi gratuiti e aperti” (su cui vd. La Regione libera (e sostiene) l’accesso wi-fi alla rete internet di Peter Lewis Geti) e della L. reg. 23 dicembre 2011, n. 24, recante “Disposizioni in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale”, avviato già peraltro con la più risalente L. reg. n. 16 del 1983. Quest’ultima dispone la pubblicità dello stato patrimoniale e tributario dei consiglieri regionali, nonché degli amministratori di enti ed istituti operanti nell’ambito della Regione Piemonte. Tuttavia l’art. 7 di tale legge, a differenza della più recente normativa, stabilisce che i relativi dati vengano pubblicati unicamente su un supplemento straordinario in forma cartacea del bollettino ufficiale della Regione, consultabile dai soli cittadini elettori (come ribadito poi anche dalla successiva L. reg. 12 ottobre 2010, n. 22, recante “Istituzione del Bollettino Ufficiale telematico della Regione Piemonte”).

Nello specifico, evidenziate all’art. 1 della l. reg. 17/2012 le finalità della stessa, l’art. 2 prevede l’istituzione, all’interno dei siti istituzionali del Consiglio e della Giunta regionali, di un’Anagrafe delle cariche pubbliche elettive e di governo della Regione, suddivisa in tre sezioni: la prima, contenente le informazioni relative ai consiglieri regionali, disciplinata al successivo art. 3; la seconda, recante quelle relative al Presidente e ai componenti della Giunta regionale (art. 4); la terza, infine, relativa alle informazioni inerenti i soggetti nominati ai sensi della l.r. 39/1995 (art. 5).

In particolare vengono rese disponibili, ex art. 2, co. 1, lett. f) del d.l. 174/2012, così come convertito, le seguenti informazioni:

a) i dati di reddito e di patrimonio, con particolare riferimento ai redditi annualmente dichiarati;

b) i beni immobili e mobili registrati posseduti;

c) le partecipazioni in società quotate e non quotate, anche a carattere cooperativo;

d) la consistenza degli investimenti in titoli obbligazionari, titoli di Stato, o in altre utilità finanziarie detenute anche tramite fondi di investimento, Sicav o intestazioni fiduciarie.

Nell’Anagrafe saranno inoltre visualizzabili:

a) i dati anagrafici, il titolo di studio, la professione esercitata;

b) la lista di elezione e il gruppo consiliare di appartenenza;

c) il ruolo svolto in Consiglio regionale e in Giunta regionale, nonché l’eventuale ruolo svolto in qualità di Presidente o membro di consulte, comitati, enti, conseguente alla nomina da parte del Consiglio e della Giunta regionale;

d) gli incarichi elettivi e di governo ricoperti nel tempo;

e) le cariche ricoperte a qualunque titolo, nonché eventuali incarichi assunti per conto di enti pubblici, anche economici;

f) il cedolino relativo agli emolumenti percepiti;

g) gli atti presentati e la partecipazione alle sedute dell’organo di appartenenza;

h) le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale;

i) la dichiarazione relativa a eventuali finanziamenti, donazioni e altri atti di liberalità ricevuti e finalizzati alla propaganda elettorale.

Le società e gli enti a partecipazione maggioritaria della Regione sono tenuti alla pubblicazione dei loro bilanci, delle consulenze e degli affidamenti diretti o mediante la procedura dell’evidenza pubblica.

Il presidente della Giunta regionale, i consiglieri regionali e i componenti della Giunta regionale forniscono le informazioni e le loro eventuali variazioni, all’Ufficio di presidenza; le informazioni sono pubblicate all’inizio e al termine del mandato e sono aggiornate almeno annualmente (art. 6).

Sempre in attuazione della normativa statale (art. 2, comma 3, d.l. 174/2012), si stabiliscono poi le sanzioni da irrogare in caso di inottemperanza alle suddette richieste di informazione, prevedendo (art. 7), in caso di mancata ottemperanza agli obblighi della legge da parte di un consigliere regionale o di un componente della Giunta regionale, la diffida ad adempiere entro il termine di quindici giorni dalla scadenza del termine non osservato. Dell’inosservanza della diffida è data notizia al Consiglio regionale nella prima seduta utile e ne è fatta, altresì, menzione nell’Anagrafe. Se l’inadempienza concerne le informazioni richieste ai sensi del decreto legge citato supra, al consigliere o assessore inadempiente è inoltre comminata una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a venti euro per ogni giorno di inottemperanza dalla scadenza del termine di diffida.

In caso di inottemperanza agli obblighi della legge da parte del titolare di una carica di nomina regionale, il Presidente del Consiglio diffida l’interessato ad adempiere nel termine di quindici giorni dalla scadenza del termine non osservato. Anche in tal caso, dell’inosservanza è fatta menzione nell’Anagrafe. La persistente inadempienza comporta la decadenza dalla nomina.

L’art. 8 disciplina, inoltre, sempre in attuazione di quanto disposto dal citato articolo 2, comma 1, lettera l), del d.l. 174/2012, la creazione da parte del Consiglio regionale di un sistema informativo nel quale affluiscono i dati relativi al finanziamento dell’attività dei gruppi consiliari. Tali dati, oltre a essere resi disponibili, per via telematica, al sistema informativo della Corte dei conti, previa intesa, nonché al Ministero dell’economia e delle finanze e alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici di cui all’art. 9 della L. 6 luglio 2012, n. 96, devono anche essere pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio regionale.

L’articolo 9 demanda a una delibera dell’Ufficio di Presidenza la definizione delle modalità attuative dell’Anagrafe, nonché quelle di pubblicazione dei dati sul finanziamento dell’attività dei gruppi consiliari.

Sono poi fatte salve, in forza dell’articolo 10, le disposizioni in materia di trasparenza contenute nella L. reg. 5 settembre 1983, n. 16 (Norme per la pubblicità dello stato patrimoniale e tributario dei consiglieri regionali e degli amministratori di enti ed istituti operanti nell’ambito della Regione Piemonte).

Infine la legge stabilisce che, in sede di prima applicazione, non siano oggetto di pubblicazione nell’Anagrafe le informazioni relative alle spese sostenute e alle obbligazioni assunte per la propaganda elettorale, nonché la dichiarazione relativa a eventuali finanziamenti, donazioni e altri atti di liberalità ricevuti e finalizzati alla propaganda elettorale di cui all’articolo 3, comma 1, lettere m) ed n), che sono rese disponibili a decorrere dalla X legislatura.

Cristina Bertolino

(Università degli Studi di Torino)

Foto | Flickr.it

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