[Cons. di Stato, sez. V, n. 4362/2012] Tariffe degli asili nido e legittimo affidamento dei genitori

La V sez. del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4362/2012, si occupa dell’impugnazione da parte di alcuni cittadini dell’atto del commissario straordinario del comune di Bologna con il quale si approvava un nuovo sistema tariffario del servizio nido d’infanzia. La questione, riguardante quindi la tariffa di un servizio pubblico locale (cioè un atto dotato di autonomia rispetto al bilancio dell’ente locale), pur inserendosi in una giurisprudenza molto ampia, presenta aspetti di interesse peculiare.

Il giudice ritiene fondato il ricorso per quanto concerne la contestazione degli appellanti dell’applicazione delle nuove tariffe all’anno scolastico in corso, alla luce del fatto che «la procedura di ammissione ai nidi comunali e convenzionati del comune di Bologna prevede la formazione di graduatorie delle domande presentate a seguito della pubblicazione di un bando che il comune diffonde prima dell’inizio di ogni anno educativo», nel quale risultano specificate le condizioni del servizio, le quote di contribuzione, etc. Vi sarebbe la lesione di un legittimo affidamento dei genitori se si considera la pubblicazione di detto bando come «un auto-vincolo con il quale l’amministrazione […] si impegna a mantenere ferme le condizioni pubblicizzate», pur prescindendo dalla qualificazione in termini pubblicistici o privatistici del rapporto instaurato.

Vi sono poi due ulteriori elementi in favore della fondatezza del ricorso: nel caso specifico, l’incremento della tariffa appare particolarmente incisivo, e si prevedono ipotesi specifiche per la variazione delle tariffe, che comporta logicamente un maggiore affidamento verso una generale intangibilità delle stesse.

La V sez. del Consiglio di Stato ha però ritenuto infondati gli altri tre motivi di gravame. In sintesi, non è sufficiente per rendere invalido il provvedimento la circostanza che la delibera dell’aumento della tariffa non sia contestuale alla fissazione della percentuale di partecipazione degli utenti alla copertura dei costi; la motivazione dei criteri ispiratori delle nuove tariffe è adeguata (specialmente riguardo alla complessiva riduzione delle risorse finanziarie disponibili per l’ente); non vi è un’invasione della sfera di competenza giuntale, «atteso che il commissario straordinario è organo che assume anche i poteri della Giunta comunale e che non è necessario, ai fini della legittimità dei singoli atti adottati da tale organo, il dato formale della specificazione dei poteri esercitati».

Davide Ragone

Foto | Flickr.it

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