[T.A.R. Piemonte, sez. II, 25 ottobre 2012, n. 1152] Questo concorso… s’ha da fare!

Con la pronuncia segnalata, il giudice amministrativo piemontese ha dichiarato illegittimo il silenzio serbato dalla Regione circa la nomina di un componente della commissione di un concorso pubblico dall’A.T.C. (Agenzia Territoriale per la Casa) della Provincia di Torino.

È appena il caso di notare che, secondo un certo orientamento, la Pubblica Amministrazione è titolare dell’ampio potere discrezionale di far luogo alla revoca di un bando di concorso pubblico fino al momento in cui non sia intervenuta la nomina dei vincitori. Ma, si badi, con tutto quello che comporta il rispetto delle garanzie individuate dalla l. n. 241. Fino a tale momento i meri partecipanti vantano all’uopo una semplice aspettativa alla conclusione del procedimento. In circostanze siffatte il provvedimento può essere adottato in presenza di fondati motivi di pubblico interesse che sconsigliano la prosecuzione dell’iter concorsuale rendendone evidente l’inopportunità (ad es., cfr. Cons. St., sez. III, 1 agosto 2011, n. 4554); oppure, si pensi al diverso caso in materia di procedure ad evidenza pubblica dove all’aggiudicazione provvisoria può non seguire quella definitiva (per esempio se sopraggiungono motivi di interesse pubblico, quale, ad esempio, la sopravvenuta indisponibilità finanziaria).

Nulla di tutto questo è accaduto nel caso affrontato dal T.A.R., dove effettivamente la procedura concorsuale è stata, in qualche modo, semplicemente “paralizzata”.

Le due ricorrenti hanno chiesto al TAR di accertare il silenzio inadempimento  da parte della Regione Piemonte circa la designazione di un componente della Commissione nel concorso pubblico indetto dalla suddetta Agenzia e di condannare l’Amministrazione Regionale alla designazione del componente.

A seguito delle presentazione della domanda di partecipazione e della conoscenza del rinvio del concorso a data da destinarsi perché la Regione Piemonte non aveva provveduto ancora alla nomina di un componente della commissione giudicatrice (di nomina regionale come previsto dall’art. 3 della l. r. n. 26/1994 e comunque richiesta dall’A.T.C.), nonché dopo apposito sollecito alla Regione affinchè provvedesse in tal senso, le ricorrenti hanno proposto ricorso avverso il silenzio inadempimento, lamentando la violazione di legge in riferimento all’art. 3 della l. reg. Piemonte n. 26/1994, all’art. 2 della l.n. 241/1990 e al bando di concorso, art. 7, quale lex specialis di procedura, eccesso di potere per difetto dei presupposti, sviamento ed ingiustizia grave e manifesta.

In sede di costituzione in giudizio la Regione Piemonte ha motivato la mancata nomina in base alle misure di contenimento dei costi e di razionalizzazione della spesa.

Nel corso del giudizio è stato provato l’invio solo all’A.T.C. (ma non alle ricorrenti) di una nota nella quale la mancata designazione del componente della commissione di concorso era fatta discendere dalle misure di razionalizzazione dei costi e di riduzione delle spese in via di approvazione nella legge finanziaria regionale 2012 e “dal fatto che la Regione Piemonte … avrebbe attuato tali disposizioni anche mediante una vigilanza ed un coordinamento sull’utilizzo delle risorse umane degli enti strumentali, dipendenti, ausiliari e delle agenzie regionali“.

Tale motivazionenon è apparsa al T.A.R. in alcun modo sufficiente a giustificare l’omessa nomina, in relazione alla quale la condotta inadempiente della Regione è risultata del tutto illegittima. Da qui l’accoglimento del ricorso con conseguente ordine alla Regione di provvedere alla designazione del componente della Commissione nel concorso pubblico indetto dall’Agenzia Territoriale per la casa della Provincia di Torino entro 30 giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione della sentenza “salvo che l’Amministrazione competente, esercitando i poteri che le sono propri, non revochi il bando e la procedura concorsuale” (condanna sì, ma con monito/suggerimento sul da farsi in seguito).

Rossana Caridà

Università “Magna Graecia” di Catanzaro

Foto | Flickr.it

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