[TAR Roma n. 3665 del 2012] Sul riordino delle province, la giustizia amministrativa passa la palla a quella costituzionale

In questo blog si è riferito del discusso art. 17 del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito in legge n. 135 del 2012, relativo al riordino delle province, nonché dei criteri per tale riordino fissati con il DPCM 20 luglio 2012. In quelle e in altre occasioni, era pure riferito delle perplessità circa la compatibilità tra il cit. art. 17 e l’art. 133 Cost. (v. anche qui).

Alcune province hanno impugnato il cit. DPCM, chiedendone la sospensione.

Il TAR del Lazio ha respinto le richieste di sospensione (cfr. sez. I, ordinanze 11 ottobre 2012, nn. 3665, 3666, 3667, 3668 e 3669: le motivazioni sono analoghe, quindi ci si limita a rinviare alla prima).

Il Tribunale ha rilevato che questo atto non ha carattere immediatamente lesivo, perché «costituisce (…) il primo segmento di una sequenza procedimentale che, a termini dell’art. 17 del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 135, se anche tendenzialmente conformata dai criteri previsti nell’atto stesso (comma 3), è destinata a concludersi con un provvedimento di natura legislativa (comma 4), il quale, fermi naturalmente i limiti costituzionali, è per definizione libero nel contenuto e nel fine».

Dunque, secondo il giudice amministrativo di primo grado:

a) l’atto legislativo di iniziativa governativa, di cui al cit. comma 3, non è vincolato dalle deliberazioni che lo precedono: né dai ben noti criteri, né dalle valutazioni dei CAL e delle regioni, né tantomeno – ovviamente – dal disegno di legge governativo;

b) poiché l’eventuale lesione delle prerogative regionali deriverà appunto dal provvedimento legislativo, contro di esso dovranno indirizzarsi le censure, che necessariamente saranno di costituzionalità e dovranno essere portate alla cognizione della Corte costituzionale (al momento, salvo errore di chi scrive, nell’apposita sezione del sito pubblico della Corte non risultano ricorsi delle regioni contro il decreto-legge n. 95 del 2012 o la legge n. 135 del 2012, quest’ultima pubblicata il 14 agosto 2012; da notizie di stampa risulta che alcuni ricorsi sono stati deliberati ed è possibile che compaiano nei prossimi giorni);

c) ogni altra questione, compresa quella cruciale della compatibilità con l’art. 133 Cost., è impregiudicata.

È bene ribadirlo: questi indirizzi sono stati espressi in sede cautelare e da un giudice amministrativo di primo grado. Per quanto possano apparire condivisibili, non li si può considerare consolidati, al momento.

Nell’occasione, conviene ricordare che pendono ancora i giudizi sulla riforma delle province disposta con il decreto-legge n. 201 del 2011 (cd. Salva Italia). Di uno dei ricorsi si è dato conto anche in questo sito. Come risulta dall’apposita scheda nel sito ufficiale della Corte, l’udienza è fissata per il 6 novembre 2011, con il giudice Silvestri come relatore.

Michele Massa

Foto | Flickr.it

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Una risposta a [TAR Roma n. 3665 del 2012] Sul riordino delle province, la giustizia amministrativa passa la palla a quella costituzionale

  1. Michele Massa ha detto:

    La situazione evolve di ora in ora. Nel sito della Corte costituzionale è comparsa una scheda sul ricorso n. 133 del 2012, presentato dalla Regione Molise contro l’art. 17 del d.l. n. 95 del 2012 (cd. spending review): appunto, il riordino delle province e delle loro funzioni. “Diritti regionali” darà notizie del contenuto di questo ricorso e degli eventuali altri, quando saranno pubblicati.

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