Sul minor gettito – per la Regione – della c.d. “tassa automobilistica” la Sicilia solleva conflitto intersoggettivo

Con deliberazione n. 321 del 04/09/2012, la Giunta regionale ha autorizzato il Presidente della Regione a sollevare un conflitto intersoggettivo avente ad oggetto il decreto adottato, in data 02/04/2012, dal Ministero dell’economia e delle finanze – di concerto con quelli, rispettivamente, delle infrastrutture e per la pubblica amministrazione e la innovazione – in materia di “Determinazione del maggior gettito della tassa automobilistica da riservare allo Stato, al netto del minor gettito dello stesso tributo da riconoscere alle regioni ed alle province autonome, per gli anni 2006 e 2007, ai sensi dell’articolo 1, commi 235 e 322, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

In specie, sotto il profilo sostanziale, l’Ufficio legislativo e legale della Presidenza ritiene che dalla applicazione di tale decreto derivi una illegittima sottrazione di gettito alla Regione: le compensazioni finanziarie disposte dal decreto ministeriale con riferimento al “minore gettito” regionale, per gli anni 2006 e 2007, ed al “maggior gettito” statale, per l’anno 2007, determinerebbero infatti una corrispondente riduzione della relativa voce del bilancio regionale. Secondo l’Ufficio regionale – in ciò pienamente d’accordo con l’Assessorato dell’economia – il menzionato tributo costituisce invece “entrata” di esclusiva spettanza regionale ai sensi dell’art. 36 St., co. 1, ovverosia nei limiti del gettito riscosso nell’ambito del territorio della Regione siciliana.

Anche sotto il profilo procedurale, si evidenziano presunti profili di illegittimità del decreto ministeriale: a fronte del mancato versamento dell’importo asseritamente dovuto dalla Regione siciliana allo Stato, si prevede infatti una corrispondente riduzione delle somme iscritte al «capitolo 2700 dello stato di previsione del Ministero dell’economia» ovverosia della quota statale del Fondo sanitario regionale; con ciò però eventualmente compromettendo l’erogazione, da parte della Regione, delle prestazioni sanitarie ed – in ogni caso – incidendo in modo potenzialmente grave ed irreparabile sulla quota di partecipazione regionale alla spesa sanitaria.

Alla luce dei rassegnati motivi la Giunta regionale – pur attualmente in regime di prorogatio – ha disposto dunque la presentazione di un conflitto intersoggettivo innanzi la Corte costituzionale. Ennesimo tassello nel (complesso) mosaico delle relazioni finanziarie fra lo Stato e la Regione siciliana.

Roberto Di Maria

Foto | Flickr.it

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