Recall: gli elettori del Wisconsin confermano in carica il Governatore repubblicano Scott Walker

Il 5 giugno scorso gli elettori dello Stato del Wisconsin sono stati chiamati alle urne per decidere se revocare il mandato del Governatore repubblicano Scott Walker eletto il 2 novembre 2010. La consultazione, alla quale hanno partecipato più di 2.500.000 elettori, ha registrato un incremento dell’affluenza alle urne di circa 350.000 cittadini rispetto alla precedente tornata. Il voto si è chiuso con la conferma del Governatore in carica e con la sconfitta del suo avversario democratico, il sindaco di Milwaukee Tom Barrett, che aveva corso contro Walker anche in occasione delle elezioni del 2010. Walker ha raccolto il 53,1% dei voti, distanziando di quasi sette punti percentuali il suo competitor, che si è aggiudicato il 46,3% dei consensi, mentre l’indipendente Hari Trivedi ha racimolato solo lo 0,6% dei suffragi.

Nella stessa giornata gli elettori si sono pronunciati anche sul recall richiesto nei confronti della Vice-governatrice Rebecca Kleefisch e di quattro membri repubblicani del Senato statale. La prima e due senatori sono stati confermati, il terzo seggio in palio – oggetto di unacompetizione aperta in seguito alle dimissioni del suo titolare – è andato ai repubblicani, mentre il quarto è stato vinto dal candidato democratico, che ha così consegnato al proprio partito la maggioranza dei seggi nel Senato statale (17 su 33).

Walker è divenuto impopolare agli occhi di una parte della popolazione in seguito all’approvazione del 2011 Wisconsin Act n. 10, che seguendo una politica di rigore dei conti pubblici è intervenuto nella materia del pubblico impiego ridimensionando sensibilmente gli spazi a disposizione della contrattazione collettiva e chiamando i dipendenti del pubblico impiego a contribuire in misura maggiore ai premi annuali versati per le assicurazioni previdenziale e sanitaria. Tali misure hanno provocato una dura reazione dei sindacati, che hanno finito per promuovere l’attivazione del recall.

Il recall o revoca popolare del mandato è un istituto di diritto pubblico che consente agli elettori di porre termine al mandato di un pubblico funzionario eletto o nominato: così la volontà popolare può incidere durante l’esercizio delle funzioni, visto che il giudizio del corpo elettorale può far cessare la carica prima del suo termine naturale.

Ad eccezione di alcuni precedenti nelle costituzioni delle colonie, l’ingresso del recall nel diritto costituzionale degli Stati membri – insieme con altri istituti di democrazia diretta quali il referendum popolare e l’initiative applicata al procedimento legislativo e di revisione della costituzione – risale al periodo a cavallo tra XIX e XX secolo meglio noto come progressive era. In quel frangente la revoca popolare aveva l’obiettivo di bilanciare la tendenza alla concentrazione di poteri amministrativi in capo ai titolari dell’esecutivo e l’ampliamento della durata del mandato. Ad oggi l’istituto è previsto in 19 Stati ai quali si aggiunge il Distretto di Columbia.

La disciplina dell’art. XIII, sez. 12, della costituzione del Wisconsin prevede la possibilità di revocare il mandato dei funzionari eletti dopo un anno dall’ingresso in carica. La consultazione popolare può essere richiesta da un numero di elettori pari al 25% dei voti espressi nell’ultima tornata elettorale per la carica della quale si mette in discussione il prosieguo. Se entro dieci giorni dal deposito della recall petition il titolare della carica non si dimette, la consultazione elettorale si apre alla competizione tra quello e altri candidati. Fra essi quello che ottiene il maggior numero di voti ricoprirà la carica fino al termine del mandato. In questo caso, dunque, la disciplina statale non tipizza le cause per la presentazione delle petizioni, favorendo l’utilizzo dell’istituto come strumento di lotta politica, non disgiunge il voto sulla revoca da quello per l’elezione di un eventuale sostituto e non determina il riavvio della decorrenza dei termini del mandato, la cui durata rimane ancorata alla data della”prima” elezione.

A dispetto di quanto accaduto a livello locale (municipi ed autorità scolastiche), a livello statale l’istituto è stato raramente attivato. Ad oggi si contano tre casi riguardanti i vertici monocratici degli esecutivi: nel 1921 in North Dakota, nel 2003 in California e nel 2012 in Wisconsin. Nei primi due il ricorso alle urne ha determinato la sostituzione dei Governatori in carica, mentre nell’ultimo il Governatore è stato confermato nonostante l’ampio consenso raccolto dalla richiesta, sottoscritta da più di 900.000 elettori. Leggermente più frequenti sono state le consultazioni per i membri delle Assemblee legislative, sebbene anche in questo caso si registri un significativo divario tra il numero di petizioni presentate e quelle effettivamente giunte sino alla convocazione delle urne.

In tempi in cui gli istituti di democrazia diretta sono spesso chiamati in causa nel dibattito politico e istituzionale nella prospettiva di contribuire a colmare la distanza tra elettori ed eletti (come sta avvenendo – ad esempio – nel Regno Unito ad opera del Governo di coalizione che intende introdurre due limitate ipotesi di recall per i deputati), la vicenda in esame rileva per almeno due ragioni. Da un alto, perché consente di mettere in evidenza la rarità del ricorso alla revoca popolare e, volendo, l’indifferenza dei cittadini rispetto ad essa, visto che uno dei maggiori ostacoli al suo utilizzo è la difficoltà di raccogliere il numero di firme necessario per convocare le urne. Tale disaffezione, peraltro, accomuna gli altri ordinamenti che lo prevedono (fra i quali sei cantoni svizzeri e la provincia del British Colombia in Canada). Dall’altro, per il suo esito, visto che il governatore in carica è riuscito a mobilitare a proprio favore l’elettorato, lasciando emergere una corrispondenza tra le proprie (criticate) scelte di policy e l’orientamento della maggioranza dei cittadini. Forse l’esito del voto può essere collegato alle ragioni che hanno mosso l’iniziativa dei promotori, vicende legate alla quotidianità della lotta politica, magari animata da divisioni radicali, ma non da episodi di grave wrongdoing che avrebbero potuto mettere in discussione l’operato di Walker da parte dei propri elettori. A volte accade che la lamentata distanza tra cittadini e rappresentanti non sia poi così profonda e che eletti ed elettori si “somiglino” più di quanto non siamo soliti pensare.

Francesca Rosa

(Università degli Studi di Foggia)

Foto | Flickr.it

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6 risposte a Recall: gli elettori del Wisconsin confermano in carica il Governatore repubblicano Scott Walker

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