[Università Bocconi di Milano] Resoconto del Seminario del 6 giugno 2012 su “Quali spazi per Autorità indipendenti regionali e locali?”

I. Introduzione – Professori Maurizio Del Conte e Lorenzo Cuocolo

Il 6 giugno 2012 si è svolto il primo seminario di Rules (Research Unit on Law and Economics), nuovo centro di ricerca dell’Università Bocconi, nato con l’obiettivo di volgere uno sguardo non convenzionale alle materie giuridiche ed economiche, e di creare occasioni di incontro lontane dai formalismi accademici tradizionali, ma non per questo meno rigorose dal punto di vista scientifico. Il Professore Maurizio del Conte, direttore di Rules, ha presentato il progetto nell’occasione di questo primo seminario curato dal Professore Lorenzo Cuocolo, responsabile del filone diRules dedicato al rapporto tra autonomie locali e sviluppo economico.

L’obiettivo del seminario “Quali spazi per Autorità indipendenti regionali e locali?” è quello di dare un primo contributo alle riflessioni sul tema, se il modello delle autorità indipendenti sia – per quanto criticato; cfr. documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulle autorità amministrative indipendenti presentato lo scorso 16 febbraio dalla I Commissione, Affari costituzionali della Camera – profittevolmente replicabile a livello locale.

Intervengono nell’ordine il Prof. Alessandro Morelli, dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, il Prof. Alberto Maria Benedetti, in veste di professore dell’Università degli Studi di Genova e Presidente dell’Autorità dei servizi pubblici locali del capoluogo ligure, il Prof. Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni di Milano e infine il Prof. Giorgio Grasso dell’Università degli Studi dell’Insubria.

II.Soggetti indipendenti o semi-indipendenti nell’esperienza regionale e locale – Prof. Alessandro Morelli

Tradizionalmente, il rapporto tra autorità amministrative indipendenti e autonomie locali è stato di distanza siderale (Clarich, 2005) e di diffidenza reciproca perché laddove le prime nascevano con l’intento di razionalizzare i processi di decisione pubblica, un sistema multilivello quale quello Regioni-Province-Comuni poteva figurare quale complicazione ulteriore, mentre al contrario, per queste ultime, le autorità indipendenti incarnavano il timor della centralizzazione a tutti i costi.

Il rapporto non è cambiato a seguito della l. cost. 3/2001. Problematiche nuove sono sorte dalla ripartizione di competenze legislative tra Stato e Regioni (art. 117 Cost.), in termini di possibile trasferimento di autorità indipendenti dal livello statale a quello regionale, laddove la materia fosse stata attribuita alla competenza (esclusiva o concorrente) di quest’ultimo (si pensi, ai lavori pubblici o all’ordinamento della comunicazione, settori nei quali già esistono autorità indipendenti statali). Tutto ciò anche alla luce del fatto che le autonomie locali sono riconosciute come fondamentali per lo sviluppo economico del Paese: l’art. 117 Cost. attribuisce infatti “alla potestà legislativa residuale e concorrente delle Regioni materie la cui disciplina incide innegabilmente sullo sviluppo economico” (Corte costituzionale, 13 gennaio 2004, n. 14).

Tra le autorità indipendenti locali meritano un particolare approfondimento il difensore civico, i Corecom e le consulte statutarie.

Il difensore civico quale autorità indipendente locale (Casetta, 2010) si è fatto carico della mancanza di una corrispondente figura a livello statale, e se si aggiunge il fatto che il d.l. 25 gennaio 2010, n. 2 ha soppresso la figura del difensore civico comunale trasferendone le funzioni alla corrispondente figura provinciale – che diventa così difensore civico territoriale – è naturale porsi degli interrogativi sulla reale efficacia di questa figura di garanzia. Cionondimeno si può guardare alla sua disciplina di autorità indipendente locale, per esempio per quanto concerne la regolazione della nomina o durata, spesso corrispondente a quella del Consiglio comunale, con il rischio di cogliere in questa conformità un vero e proprio rapporto di fiducia, alieno dalla natura garantistica che il difensore civico incarna.

I Corecom, Comitati regionali per le comunicazione, “sono funzionalmente organi dell’Autorità” per le garanzie nelle comunicazioni, “che possono istituirsi con leggi regionali” (art. 1, l. 31 luglio 1997, n. 249) e, contemporaneamente, organi delle Regioni; “organi misti[quindi] in rapporto diretto tanto con la sfera regionale quanto con l’apparato dell’Autorità” (Cheli, 2001). Essi svolgono un ruolo importante sotto il profilo dello sviluppo economico, dividendo con l’Autorità nazionale parte delle funzioni in materia di emittenza radiotelevisiva, quale il rilascio dei relativi titoli abilitativi (v. d.lgs. 31 luglio 2005, n. 177).

Uno sguardo finale può poi volgersi alle consulte (o comitati, o collegi) statutari di ciascuna Regione, sorte come autorità aventi funzioni di “corti costituzionali” locali. Le loro funzioni sono però state significativamente ridotte (Corte costituzionale, 13 giugno 2008, n. 200) a mere competenze di natura amministrativa e para-giurisdizionale.

III. Il caso delle Autorità per i servizi pubblici locali -Prof. Alberto Maria Benedetti

Il settore dei servizi pubblici locali è uno di quelli in cui, pur potendovi essere, almeno formalmente, una qualche – minima – varietà tra soggetti erogatori e quindi – apparente – concorrenza, gli utenti non hanno di fatto possibilità di scelta. Il Comune di Genova vi ha risposto tramite l’istituzione di un’autorità di carattere indipendente, altra rispetto all’autorità comunale, di vigilanza sul settore.

Tradizionalmente, i Comuni coprono il doppio ruolo di erogatore e gestore (diretto o indiretto, tramite il filtro di una società in house) di servizi pubblici e di controllo sulla gestione stessa, scontandone il naturale conflitto di interesse; lo stesso strumento del contratto di servizio a copertura della gestione dei servizi pubblici locali tra gestore e autorità di controllo corre il rischio di fallire, giusta l’identità di ruoli in capo all’ente locale appena descritta. La soluzione genovese è caduta sulla separazione dei ruoli, disgiungendo controllo e gestione del servizio.

Non totalmente dissimile da altre autorità indipendenti locali mirate al controllo e alla gestione dei servizi pubblici, le cd. “Agenzie”, l’Autorità per i servizi pubblici locali di Genova ha compiuto quel passo, anche formale, ulteriore di fregiarsi del titolo di “autorità”, facendosi carico delle implicazioni sostanziali di indipendenza che a questo titolo seguono, in particolare in termini di indipendenza dei suoi membri e loro nomina (questa passa infatti attraverso il voto della maggioranza di due terzi del Consiglio comunale, preceduta però da una procedura di scelta a evidenza pubblica per titoli). In termini di portata dei poteri di controllo, è opportuno precisare che l’Autorità non è titolare di veri e propri poteri sanzionatori in senso pubblicistico, limitandosi a segnalare al Comune eventuali disfunzioni del servizio affinché le accerti ed eventualmente commini la relativa sanzione. Tuttavia, il contratto di servizio o la carta dei servizi potrebbero attribuire maggiori poteri all’Autorità, non dissimili da meccanismi para-sanzionatori di tipo privatistico, quali le penali. Lo spazio operativo dell’Autorità è quindi potenzialmente molto più  ampio.

IV. Soggetti indipendenti e riflessi sullo sviluppo locale – Prof. Carlo Stagnaro

L’istituzione delle autorità indipendenti, dal punto di vista di vista dell’analisi economica, si inserisce nel – e ha contribuito al – passaggio dallo Stato imprenditore a quello regolatore. L’Italia vanta un livello di indipendenza delle autorità abbastanza alto, se guardate in generale; a livello particolare, invece, autorità operanti in settori caratterizzati da un alto tasso di tecnicismo, come quello della sicurezza alimentare o ambientale, godono di un’indipendenza minore rispetto ad autorità le cui funzioni di controllo tecnico sono meno accentuate (si pensi appunto alle autorità deputate al controllo dei servizi pubblici locali tradizionali).

Se è indubbio il ruolo positivo delle autorità indipendenti nazionali per lo sviluppo economico, una declinazione dello schema a livello locale godrebbe della vicinanza ai soggetti regolati e quindi della conseguente maggiore disponibilità informativa e di riscontri immediati dell’efficacia del loro operato, con la possibilità, pertanto, di correggerne le disfunzioni. Tuttavia, il fatto che ciascun ente locale abbia una propria autorità indipendente rischia di essere eccessivamente dispendioso, impedendo di sfruttare economie di scala, cui sommare le difficoltà operative degli utenti, tenuti a interfacciarsi con molteplici centri di regolazione.

Si impone quindi una valutazione caso per caso, proponendo questo come possibile criterio distintivo: le autorità con compiti regolativi tecnico–economici dovrebbero essere uniche e centralizzate al livello statale, per garantire l’uniforme regolamentazione; autorità con compiti di vigilanza potrebbero invece meglio operare a livello locale, fruendo del contatto diretto con l’utenza.

V. Conclusioni – Prof. Giorgio Grasso

Il tema si pone in perfetta linea con la monografia del Prof. Grasso dedicata alle autorità indipendenti, “Le autorità amministrative indipendenti della Repubblica” (2006), non circoscritte quindi al solo livello statale, ma collocabili potenzialmente a ciascun livello territoriale ex art. 114 Cost. Non è più solo la dottrina a parlare di autorità amministrative locali: l’Anci, in un documento presentato congiuntamente all’Upi alla I Commissione, Affari costituzionali della Camera – nell’alveo dell’indagine conoscitiva sulle autorità amministrative indipendenti conclusasi all’inizio del 2012 – si è pronunciata negli stessi termini.

Si assiste peraltro anche a tendenze contrarie al decentramento: autorità nate a livello locale, i Garanti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza istituiti in alcune Regioni italiane come Veneto e Emilia Romagna sono state d’impulso per l’istituzione di una corrispondente autorità nazionale, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (l.12 luglio 2011, n. 112). Quest’ultima opererà attivamente con le autorità locali, grazie anche alla Conferenza nazionale (composta dai garanti regionali) conformemente al principio di sussidiarietà ex artt. 118 Cost. e 3, comma 2, l. 112/2011 cit.

Il buon operato di alcune autorità indipendenti locali, come l’Autorità dei servizi pubblici locali di Genova, e il fatto che siano state d’ispirazione anche per il livello statale, fa quindi fugare qualsiasi dubbio sull’opportunità di perseguire questa strada.

Tuttavia non si può astrarre la questione dal contesto politico economico attuale che ha spinto il Governo a ridurre l’organico e le risorse finanziarie delle autorità (art. 23, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201). Come spesso accade alla domanda iniziale non segue immediatamenteuna risposta, ma pone un altro, conseguente, interrogativo: “Quali spazi (rectius, quali risorse finanziaria) per ulteriori Autorità indipendenti regionali e locali?”.

Giulia Bellotto

(Università Bocconi di Milano)

Foto | Flickr.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Autorità indipendenti, Avvisi, Eventi, Seminari e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a [Università Bocconi di Milano] Resoconto del Seminario del 6 giugno 2012 su “Quali spazi per Autorità indipendenti regionali e locali?”

  1. lawn vacuum hose ha detto:

    If you are unable to reach your local suppliers,
    try contacting sod London Ontario services.
    This equipment is used for drilling holes so that sowing can
    be done and it also covers the soil after the sowing.
    Landscaping can provide complete site work by landscapers
    – including draining systems, in-ground sprinkler systems, and all types of
    stone masonry work, paving, patios and ponds.

  2. tractor tires ha detto:

    Their ability to move around in small areas makes them an
    excellent choice for hunting and use as an ambulance in crowded places.
    I have never seen a hoop snake after this incident,
    but to this day some folks around this area still mention them.
    The hitch ball must be elevated above the truckbed in order for people
    to fasten trailers onto it.

  3. The effectively furnished interiors with all attainable state of
    artwork functions constructed in have succeeded in lending
    credibility to this choice and the end result is there for all of us to see.
    His contribution towards the growth and development of Internet application is remarkable.
    The woman who was bitten by Nala had been trying to catch the dog – the wound to
    her hand has been described as “superficial.

  4. 8 (one in 83), and Sacramento-Arden-Arcade-Roseville at
    No. There is a home to fit everyone’s taste in Rocklin CA,
    and a home for nearly everyone’s budget. the piece of
    land or the house that will fetch you good profit.

  5. proper dress shirt ha detto:

    I used to be recommended this blog via my cousin. I’m now not sure whether or not this publish is written by way of him as nobody else recognize such detailed about my problem.
    You’re wonderful! Thank you!

  6. sock knitting ha detto:

    It’s really a great and useful piece of information. I am satisfied that you
    shared this useful info with us. Please stay us informed like this.
    Thank you for sharing.

I commenti sono chiusi.