[Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ordinanze nn. 1021, 1023, 1024 del 2011] Ordinanze di rimessione della questione di costituzionalità del Piano Energetico e Ambientale della Regione Siciliana

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha sollevato tre questioni di costituzionalità gemelle tutte relative all’art. 105 co. 5 della legge della Regione Siciliana n. 11 del 2010 che legifica le Linee guida al Piano Energetico e Ambientale della Regione Siciliana lett. d) punti 2, 10 e 21, in relazione agli art. 3 e 117 co. 2 e 3 Cost. e in relazione all’art. 14 dello Statuto Siciliano (ordinanze nn. 1021, 1023, 1024 del 2011).

In particolare il caso ha ad oggetto il diniego di autorizzazione per la realizzazione di un impianto eolico da parte dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente nei confronti di una società che ne aveva fatto richiesta ai sensi dell’art 12 del D. Lgs. n. 387 del 2003, motivato sulla base del rilievo per il quale medio tempore la Giunta regionale (con delibera n. 1 del 2009) aveva approvato il Piano Energetico e Ambientale della Regione Siciliana (P.EA.R.S.) che conteneva delle prescrizioni incoerenti con la richiesta autorizzazione.

La società aveva impugnato il provvedimento di diniego sulla base del rilievo, accolto in toto dal TAR, per il quale il PEARS, avendo natura regolamentare, non fosse applicabile alle domande presentate prima della sua entrata in vigore. La sentenza del TAR veniva impugnata in sede di appello dall’Amministrazione.

 

La pronuncia del CGA si esprime preliminarmente sulla applicazione del PEARS al procedimento in oggetto, ritenendolo applicabile sulla base del rilievo per il quale il principio tempus regit actum deve essere interpretato nel senso che ciascuna fattispecie deve realizzarsi nell’osservanza della norma vigente al momento in cui questa si perfeziona. Per questo motivo l’Amministrazione non avrebbe errato nel denegare l’autorizzazione, perché, in assenza di norme transitorie, l’atto finale del procedimento dovrebbe essere adottato nel rispetto di quanto previsto dal nuovo regolamento.

Il Consiglio rileva poi che, poiché nelle more del giudizio è entrata in vigore la l. reg. sic. n. 11 del 2010, la quale all’art. 105 co. 5 disponeva un rinvio recettizio alle Linee guida del PEARS sostanzialmente legificandolo, dovrebbe accogliere l’appello dell’Amministrazione e annullare la sentenza impugnata, essendo impossibile un sindacato di legittimità amministrativa nei confronti dell’atto normativo primario. In realtà però è lo stesso CGA a nutrire dei dubbi di costituzionalità sulla predetta normativa regionale e dunque a sollevare questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale.

In particolare, il Consiglio, rifacendosi alla costante giurisprudenza costituzionale (a partire da C. cost. n. 383 del 2005), riconduce la materia alla potestà concorrente (produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia), essendo ciò valido anche per le Regioni a Statuto speciale ai sensi dell’art. 10 della l. cost. n. 3 del 2001. Per questo motivo la legge regionale deve rifarsi ai principi generali fissati dall’art. 12 del D. Lgs. n. 387 del 2003.

Entrando nel merito dei dubbi di costituzionalità, il CGA nutre dei dubbi sulla costituzionalità della lett. d) punto 2 delle Linee guida del PEARS così come recepito dall’art. 105 della legge regionale siciliana n. 11 del 2010, in relazione all’art. 117 co. II e III Cost. e all’art. 14 dello Statuto siciliano. Esso infatti impone di allegare alla richiesta di autorizzazione la dichiarazione di un Compagnia di assicurazione della disponibilità alla copertura assicurativa dei rischi di mancata erogazione del servizio  di fornitura elettrica all’ente gestore di rete. In particolare il Collegio ritiene che tale disposizione da un lato esorbiti effettivamente, oltre che dalle competenze legislative regionali ex art. 14 dello Statuto siciliano, anche dalle attribuzioni autorizzatorie che l’art. 12 del D.Lgs. n. 387 del 2003 demanda alle Regioni; dall’altro incide sui rapporti contrattuali tra produttori di energia e gestore della rete, disciplinati uniformemente su tutto il territorio nazionale.

Relativamente al punto 10 delle stesse Linee guida del PEARS, così come recepito dall’art. 105 della legge regionale siciliana n. 11 del 2010 che impone al soggetto autorizzato di rilasciare, anteriormente all’inizio dei lavori e pena l’inefficacia dell’autorizzazione, idonee garanzie a favore della Regione, il Collegio ritiene che, oltre a demandare un apprezzamento irragionevolmente discrezionale alla Regione, esorbiti dalle competenze autorizzatorie che l’art. 12 del D.Lgs. n. 387 del 2003 demanda alle Regioni e dunque contrasti con l’art. 3 e con l’art. 117 co. II e III Cost.

Infine, relativamente al punto 21 delle Linee guida del PEARS, così come recepito dall’art. 105 della legge regionale siciliana n. 11 del 2010, che dispone che gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di potenza superiore a 10 MW devono essere realizzati ad una distanza l’uno dall’altro non inferiore a 10 KM o comunque ad una distanza congrua sulla base di una adeguata motivazione, il CGA osserva che, in primo luogo, l’individuazione della distanza minima non risulta effettuata sulla scorta di criteri predefiniti, idonei a dimostrare l’effettiva ragionevolezza e congruità. Inoltre, in base al comma 10 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 387 del 2003, l’indicazione di aree e siti non idonei alla istallazione di specifiche tipologie di impianti poteva avvenire solo sulla base di linee guida approvate nella Conferenza unificata di cui al D. Lgs. n. 281 del 1997. La determinazione di tali linee guida, come più volte chiarito dalla giurisprudenza costituzionale, deve ritenersi espressione della competenza statale di natura esclusiva in materia di tutela dell’ambiente. Conseguentemente deve ritenersi che il punto 21 delle Linee guida del PEARS, così come recepito dall’art. 105 della legge regionale siciliana n. 11 del 2010, sia in contrasto con l’art. 3 e 117 co. III Cost.

Maria Esmeralda Bucalo

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