[Disegno di legge regionale siciliano n. 812 del 2011] L’abolizione delle Province in Sicilia e la riduzione dei consiglieri e degli assessori comunali

Il disegno di legge regionale di iniziativa  della Giunta n. 812 del 2011, approvato con  delibera del 17 ottobre 2011 ed annunciato nella seduta n. 298 dell’Assemblea Regionale Siciliana del 22 novembre 2011, si propone di riorganizzare in tempi relativamente rapidi l’assetto degli enti locali siciliani.

Nell’esame del d.d.l.r. si pone immediatamente in evidenza l’art. 15 che dispone che le “province regionali sono soppresse a far data dal 31 maggio 2013” insieme alle unioni di comuni, che “qualora i liberi Consorzi comunali non siano costituiti entro il 30 aprile 2013 si provvederà alla gestione straordinaria delle province secondo la normativa vigente” e che “la Regione provvede, altresì, a promuovere tute le opportune iniziative nei confronti dello Stato, affinchè l’organizzazione periferica dello Stato tenda ad adeguarsi agli ambiti territoriali dei liberi consorzi comunali del territorio della Regione”, nonché a “rapportarsi con lo Stato per l’assegnazione delle risorse finanziarie ad oggi destinate alle province regionali e disciplinate dalla normativa statale”.

Il disegno di legge si pone nel solco dell’attuazione dell’art. 15 dello Statuto siciliano che già dispone che “L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria”. Il principio fondamentale sul quale si basa il d.d.l.r. n. 812 sembra essere quello di cui all’art. 2, per il quale la Regione agisce solo “nei limiti delle competenze che le sono conferite dalla legge” e che sono dunque di sua esclusiva competenza. In tutte le altre agiranno i Comuni e i liberi Consorzi comunali, riservandosi la Regione di poter intervenire secondo il principio di sussidiarietà “soltanto nella misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possano essere sufficientemente realizzati” da loro.

La natura ed i compiti dei liberi Consorzi comunali sono individuati nell’art. 6 del d.d.l.r. che afferma nascano dall’aggregazione di almeno 10 comuni, espressioni delle comunità operanti in territori sovracomunali storicamente ed economicamente integrate o suscettibili di integrazioni intorno ad “un unico polo di direzione”, al fine di consentire l’organizzazione delle strutture e dei servizi connessi allo sviluppo delle relative aree e di assicurare il più alto livello di efficienza ed economicità dei suddetti servizi. Le funzioni amministrative sono loro assegnate dall’art. 8 che le identifica in quelle relative ai servizi sociali e culturali, allo sviluppo economico, all’organizzazione del territorio e alla tutela dell’ambiente, nonché dall’art. 7 che affida loro il compito di adottare piani territoriali relativi alla rete delle principali vie di comunicazione stradali e alla localizzazione di opere ed impianti d’interesse sovracomunale. Per l’attuazione delle funzioni amministrative i liberi Consorzi comunali dovranno avvalersi del personale attualmente in servizio presso le amministrazioni provinciali e degli uffici dei comuni, nonché stipulare delle apposite convenzioni con la Regione al fine di utilizzare personale proveniente dalla stessa, non potendo gli stessi, per il periodo di un anno dalla loro costituzione, procedere all’assunzione di personale.

Il procedimento di istituzione e successiva modificazione dei liberi Consorzi comunali è definito dagli art. 9-12 del d.d.l.r. In particolare la costituzione deve essere promossa da uno o più Comuni, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della legge, mediate delibera dei rispettivi Consigli comunali, che indichino l’ambito territoriale del Consorzio, avente le caratteristiche di continuità territoriale e non meno di 250.000 abitanti.

La Giunta regionale entro ulteriori novanta giorni dallo spirare del suddetto termine, prende atto delle delibere e laddove ne ravvisi i presupposti delibera la presentazione all’Assemblea regionale siciliana di un disegno di legge per la costituzione dei Consorzi, il quale stabilirà anche le modalità di successione degli stessi alle Province.

L’organizzazione dei costituendi Consorzi è disciplinata dai successivi art. 13 e 14. Il Consorzio adotta uno Statuto che fissa le norme relative alla sua organizzazione ea al suo funzionamento, nonché i modi e le forme attraverso le quali i Comuni partecipano all’esercizio delle funzioni del Consorzio.

Organi del Consorzio sono il Presidente, la giunta e l’Assemblea. L’Assemblea è composta da tutti i Sindaci dei Comuni che compongono il Consorzio; il Presidente è eletto dai Consiglieri comunali fra i sindaci dei Comuni consorziati, attraverso il metodo del voto ponderato pari al rapporto tra popolazione del comune di appartenenza e numero dei componenti del Consiglio comunale. Il presidente nomina la Giunta tra i componenti della Assemblea o dei Consigli comunali e la presiede; le Giunte sono composte da un numero di componenti stabilito in modo aritmetico dagli Statuti ed entro i limiti massimi previsti dallo stesso d.d.l.r. al co. 5 dell’art. 14. Le funzioni di tutti gli organi sono svolte a titolo gratuito.

Infine l’art. 17 del d.d.l.r. modifica l’art. 43 della legge regionale n. 16 del 1963 relativa all’ordinamento degli enti locali, ridimensionando già dalle prossime elezioni la composizione numerica dei Consigli e delle Giunte comunali.

Maria Esmeralda Bucalo

(Università di Palermo)

Foto | Flickr.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Enti locali, Leggi regionali, Regione Siciliana e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a [Disegno di legge regionale siciliano n. 812 del 2011] L’abolizione delle Province in Sicilia e la riduzione dei consiglieri e degli assessori comunali

  1. Calogero ha detto:

    Sarei interessato a reperire il testo del disegno di legge citato in questo articolo che non riesco a trovare neanche nel sito ufficiale della regione siciliana.

  2. Calogero ha detto:

    Grazie

I commenti sono chiusi.