[Corte cost., n. 272/2011] In tempi di modifica dell’art. 81 Cost. la Corte ne rammenta la vincolatività “trasversale”

La sentenza della Corte costituzionale 272/2011 rappresenta un utile memento – ora che si discute delle modalità di riforma dell’art. 81 Cost. – sulla natura “trasversalmente” vincolante dei principi compendiati nel medesimo.

Lo Stato ha infatti impugnato l’art. 3, co. 3, della l. r. Abruzzo 54/2010 (cfr. «Disposizioni in materia di aree sciabili attrezzate: disciplina dei tappeti mobili a vocazione turistica o sportiva») deducendo la violazione dell’art. 81, co. 4, Cost., in quanto – prevedendo spese necessarie per attuare nuovi interventi nel comprensorio sciistico di Scanno, fino ad un massimo di un milione di euro – la disposizione censurata nulla disporrebbe però in merito alla loro copertura finanziaria; il che peraltro risulterebbe – ai sensi del ricorso – dall’estratto del preventivo finanziario decisionale della regione Abruzzo per l’esercizio del 2010, non essendo indicato alcuno stanziamento nel relativo capitolo di spesa.

Nel dichiarare la questione è fondata, la Corte rammenta come il Legislatore regionale non possa sottrarsi alla «fondamentale esigenza di chiarezza e solidità del bilancio cui l’art. 81 Cost. si ispira» (cfr. Corte cost., sent. 106/2011; 100 e 141/2010; 386/2008; 359/2007) e chiarisce che la copertura di nuove spese «deve essere credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale, in equilibrato rapporto con la spesa che si intende effettuare in esercizi futuri» (cfr. Corte cost., sent. 100/2010 e 213/2008).

In una fattispecie analoga (ed assai risalente) a quella oggetto dello scrutinio, la Corte aveva altresì precisato che l’indicazione della copertura «è richiesta anche quando alle nuove o maggiori spese possa farsi fronte con somme già iscritte nel bilancio, o perché rientrino in un capitolo che abbia capienza per l’aumento di spesa, o perché possano essere fronteggiate con lo “storno” di fondi risultanti dalle eccedenze degli stanziamenti previsti per altri capitoli» (cfr. Corte cost., sent. 30/1959).

Ritenuto che lo stanziamento oggetto della legge regionale impugnata era già stato iscritto in precedenti capitoli di spesa e poi rinominato «interventi per gli investimenti sugli impianti sciistici del comprensorio di Scanno» e che, tuttavia, esso non fosse disponibile nel bilancio di previsione del 2010 – come si evince dal documento relativo al bilancio di previsione pubblicato sul BUR Abruzzo del 15 gennaio 2010, n. 1 – la Corte deduce che non esiste alcuna copertura per far fronte agli oneri finanziari derivanti dallo stesso.

Per tal motivo la disposizione impugnata viola l’art. 81, co. 4, Cost. ed è, pertanto, dichiarata costituzionalmente illegittima.

Con ciò la Corte consolida, dunque, la portata dei principi di “trasparenza” e “chiarezza” del bilancio pubblico – statale o regionale che sia – in armonia con le previsioni di cui alla l. 196/2009, come ribaditi nel d.lgs. 118/2011.

Roberto Di Maria

(Università “Kore” di Enna)

Foto | Flickr.it

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Giurisprudenza costituzionale, Regione Abruzzo e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a [Corte cost., n. 272/2011] In tempi di modifica dell’art. 81 Cost. la Corte ne rammenta la vincolatività “trasversale”

  1. You actually make it appear really easy with your presentation however I in finding this
    matter to be really one thing which I feel I might by no means understand.
    It seems too complex and very broad for me. I am taking a look ahead in your next
    post, I’ll try to get the hang of it!

I commenti sono chiusi.