Il D.M. 7.6.2011 indica gli obiettivi del Patto di stabilità 2011-2013 che devono essere osservati dalle Province e dai Comuni (con popolazione superiore a 5000 abitanti)

Il decreto ministeriale del 7 giugno 2011 stabilisce – in capo alle Province ed ai Comuni, con popolazione superiore a 5000 abitanti – l’obbligo di trasmissione al Ministero dell’economia e delle finanze (Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato) delle informazioni concernenti gli obiettivi programmatici del patto di stabilità interno per il triennio 2011-2013 – giusto quanto stabilito da co. 109, art. 1, l. 220/2010 – entro quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto medesimo in G.U.

Ai sensi dell’allegato “A” al decreto, il nuovo patto di stabilità interno per il triennio 2011-2013 è disciplinato dai co. 87-124, art. 1, della c.d. “legge di stabilità 2011”.

Nell’ambito di tale disciplina, gli EE.LL. devono concorrere al contenimento dei saldi di finanza pubblica secondo le indicazioni dei co. 87-93 della medesima, per il conseguimento del “saldo finanziario espresso in termini di competenza mista pari a zero” rispetto al quale “l’obiettivo di ciascun ente viene determinato in base alla spesa corrente media, sostenuta nel periodo 2006-2008” (cfr. co. 90-91). In particolare, le Province dovranno conseguire un saldo di competenza mista non inferiore al valore della propria spesa corrente media (per il triennio 2006-2008) moltiplicata per una percentuale fissa: 8,3%, 10,7% e 10,7% per ogni anno del triennio 2011-2013; ugualmente i Comuni, le cui percentuali invece sono, rispettivamente, 1,4%, 14% e 14%. Il valore sì determinato deve poi essere ridotto, per ogni anno di riferimento, di uno pari alla riduzione dei trasferimenti erariali disposta dal co. 2, art. 14, d.l. 78/2010 (“Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività”). Nel decreto si specifica, altresì, che per la determinazione dell’obiettivo non devono essere considerati l’avanzo o il disavanzo di amministrazione, né il fondo (o deficit) di cassa. L’obiettivo così determinato, è definitivo soltanto nel caso in cui l’Ente non sia coinvolto dalle variazioni previste dalle norme sul c.d. “Patto Regionale”: questo può introdurre rimodulazioni dei singoli obiettivi, ai sensi dei commi 138-143 della legge di stabilità. In tal senso la normativa contempla due tipologie di Patto: il patto regionale “verticale” e quello “orizzontale”.

Il Patto regionale “verticale” prevede che la Regione possa riconoscere maggiori spazi di spesa ai propri EE.LL. (i.e. un aumento dei pagamenti in conto capitale) compensandoli con un peggioramento del proprio obiettivo in termini di competenza o di cassa (i.e. una riduzione dei pagamenti finali in conto capitale e una riduzione degli impegni di parte corrente soggetti ai limiti del patto); le Regioni definiscono i criteri di virtuosità e modalità operative previo confronto in sede di Consiglio delle autonomie locali o con i rappresentanti regionali delle autonomie locali: gli EE.LL. dovranno comunicare all’ANCI, all’UPI, alle Regioni ed alle Province autonome, entro il 15 settembre di ciascun anno, l’entità dei pagamenti che possono effettuare nel corso dell’anno;  Regioni e Province autonome, entro il termine perentorio del 31 ottobre, comunicano al Ministero dell’economia gli elementi informativi occorrenti per la verifica del mantenimento dell’equilibrio dei saldi di finanza pubblica, con riguardo a ciascun Ente beneficiario.

Il Patto regionale “orizzontale” prevede invece che, a partire dal 2011, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza unificata, le Regioni e le Province autonome possono integrare le regole e modificare gli obiettivi posti dal legislatore nazionale, a favore degli EE.LL. del proprio territorio ed in relazione alle diverse situazioni finanziarie esistenti; a tal fine, ogni Regione definisce e comunica agli EE.LL. il nuovo obiettivo annuale del patto di stabilità interno ed altresì, entro il termine perentorio fissato al 31 ottobre, al Ministero dell’economia e delle finanze gli elementi informativi occorrenti per la verifica del mantenimento dell’equilibrio dei saldi di finanza pubblica.

L’omessa trasmissione entro il ricordato termine di quarantacinque giorni dalla pubblicazione del d.m. in G.U. (co. 109) è considerata inadempimento al patto di stabilità.

Roberto Di Maria

(Università “Kore” di Enna)

Foto | Flickr.it

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