[Corte cost., n. 106/2011] Autonomia regionale sì, ma pur sempre nel rispetto della “copertura” finanziaria

Con la legge 4 marzo 2010, n. 17, la Regione Veneto ha previsto la istituzione delle “Direzioni aziendali delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche e delle professioni riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione”.

Nei confronti della menzionata legge regionale, lo Stato ha promosso questione di legittimità costituzionale: in specie, l’articolo 2 si porrebbe in contrasto con l’articolo 81 della Costituzione in quanto – in ordine alla istituzione delle due suddette direzioni aziendali – il legislatore regionale non avrebbe né specificato in qual modo la Regione intendesse coprire i relativi posti, né stabilito che all’istituzione di tali posti si faccia luogo attraverso le modificazioni compensative della dotazione organica complessiva aziendale; è in tal senso – rileva il ricorrente – che la legge regionale – in quanto non preveda la copertura finanziaria dei maggiori oneri, derivanti dall’istituzione delle direzioni medesime – violerebbe direttamente il quarto comma del menzionato articolo 81.

A ciò si aggiunga che la disciplina censurata – intervenendo in materia disciplinata da contratto collettivo – non soltanto invaderebbe la competenza legislativa statale in materia di “ordinamento civile” (cfr. art. 117, co. 2, lett. l, Cost.) ma – non recando alcun riferimento all’emanazione del regolamento previsto dall’art. 8, co. 7, del CCNL del 17 ottobre 2008 – violerebbe anche l’articolo 97.

Nel dirimere la questione, la Corte costituzionale ribadisce il proprio costante orientamento in materia di estensione anche alle Regioni del c.d. “obbligo di copertura finanziaria” delle disposizioni legislative (cfr. sent. nn. 141 e 100 del 2010, nn. 386 e 213 del 2008, n. 359 del 2007) rammentando come il Legislatore regionale non possa sottrarsi alla fondamentale esigenza di chiarezza ed equilibrio del bilancio, di cui all’articolo 81 della Costituzione.

Rispetto alla legge regionale impugnata, la Corte non ravvisa che la copertura dei nuovi oneri sia credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale, ed in adeguato rapporto con la spesa che s’intende effettuare: nulla si dice, infatti, circa la consistenza delle “Direzioni”, né v’è alcun cenno alla relativa copertura finanziaria. Sotto questo profilo, infatti, il carattere generico della normativa regionale – che prevede l’istituzione di due “strutture complesse” in assenza, però, di indicazioni circa il relativo organico e la disponibilità dei mezzi necessari per il loro funzionamento – non rileva ai fini dell’indubbio impegno di nuove spese – ancorché non se ne consenta una precisa determinazione – dal momento che la stessa non sancisce che alla detta istituzione si debba provvedere mantenendo invariati i costi complessivi sopportati dagli enti per il personale impiegato e per le strutture occorrenti al fine di renderlo operativo.

Al fine di garantire, anche a livello regionale, lo stretto collegamento tra la legge, la nuova e maggior spesa che essa comporta e la relativa copertura finanziaria, quest’ultima deve essere dunque indicata nella legge medesima, e non anche in altre disposizioni; e ciò proprio al fine di evitare che i suoi effetti possano determinare stanziamenti privi della corrispondente copertura.

Pur restando in sospeso la questione relativa al riparto di competenza in materia di personale sanitario – stante il carattere assorbente del motivo legato all’art. 81 Cost. – la Corte fornisce quindi un indirizzo finanziario chiaro alle Regioni, anche in ordine ad ambiti legislativi eventualmente condivisi con lo Stato (cfr. “tutela della salute”): anche i meccanismi di un fisco (presuntivamente) federale devono infatti essere soggetti al principio (fondamentale) di copertura finanziaria. Questione diversa – ma connessa – sarà stabilire, poi, quali risorse dovranno essere impiegate per garantire tale copertura, in connessione con la relativa competenza legislativa-amministrativa.

Roberto Di Maria

(Università “Kore” di Enna)

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