Procedimento di costruzione ed esercizio degli impianti nucleari: l'”addizione” del parere necessario ma non vincolante della regione interessata

La Corte costituzionale, con la  sentenza n. 33 del 2011, ha dichiarato illegittimo l’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 (Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge delega 23 luglio 2009, n. 99) nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari, che interviene con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono state, in tal modo, parzialmente accolte le impugnative proposte dalle Regioni Toscana, Emilia Romagna e Puglia nel maggio del 2010.

Come già puntualizzato dalla Consulta in varie pronunce, vi sono ambiti di intervento nei quali confluiscono interessi di diversa origine (statale, regionale, locale), e per i quali, pertanto, si determina, dal punto di vista legislativo, una “concorrenza di competenze” (sent. n.50/2005), alla quale deve conseguire l’applicazione del “canone di leale collaborazione, che impone alla legge statale di predisporre adeguati strumenti di coinvolgimento delle Regioni, a salvaguardia delle loro competenze” (sentenze n. 278/2010; n. 88/2009; n. 219/2005). Uno di questi ambiti è rappresentato esattamente dalla materia della produzione di energia, con particolare riferimento all’energia nucleare.

La Corte riconosce che l’attività preordinata alla localizzazione degli impianti di produzione dell’energia elettrica nucleare, nonché alla loro costituzione ed esercizio, si contraddistingue per i vari momenti di attuazione del principio di leale collaborazione, con la finalità di bilanciare nel modo più adeguato possibile gli interessi unitari e quelli territoriali. La costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari sono assoggettati al rilascio di un’autorizzazione unica di competenza statale, previa intesa con la Conferenza unificata. Il rilascio di tale provvedimento presuppone l’individuazione delle aree potenzialmente destinate alla localizzazione degli impianti nucleari.

Poiché ogni impianto nucleare, benché dislocato in un determinato territorio, è potenzialmente idoneo ad incidere anche su interessi e beni di comunità territoriali circostanti, è stata ritenuta opportuna, ai fini del conseguimento dell’autorizzazione unica, un’attività concertativa volta al raggiungimento di un’intesa con la Conferenza unificata, quale sede maggiormente consona alla rappresentazione delle istanze e delle esigenze manifestate da tutti i livelli territoriali coinvolti.

La Corte ritiene, dunque, che il coinvolgimento della singola Regione interessata si realizzi già nella fase anteriore alla certificazione di siti in relazione alla quale è necessaria l’acquisizione dell’intesa con ciascuna delle Regioni il cui territorio sia risultato idoneo alla localizzazione dell’impianto di produzione di energia, non condividendo, invece, la prospettazione delle Regioni ricorrenti, le quali rivendicavano la necessità di un’intesa con la Regione interessata anche nella fase del rilascio dell’autorizzazione. Ciò in quanto, altrimenti, si rischierebbe di  aggravare irragionevolmente il procedimento teso al rilascio dell’autorizzazione unica, in maniera incongrua rispetto alle esigenze di partecipazione e codecisione paritaria, già soddisfatte dall’intesa .

La Consulta riconosce, tuttavia, che, anche in questa fase, la Regione interessata vada “adeguatamente coinvolta” nel procedimento. E la modalità di partecipazione che il giudice delle leggi ritiene più appropriata, in quanto non irragionevolmente pregiudizievole per le esigenze di buon andamento dell’azione amministrativa e per gli interessi locali puntualmente incisi, possa essere rappresentata dalla previsione di un parere obbligatorio, seppure non vincolante, della Regione interessata. Viene in tal modo data alla Regione l’opportunità di prospettare in via definitiva la propria posizione, distinguendola da quelle che, nella sede della Conferenza unificata, verranno manifestate dagli altri enti territoriali.

Valentina Pupo

(Università “Magna Graecia” di Catanzaro)

Foto | Flickr.it

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Una risposta a Procedimento di costruzione ed esercizio degli impianti nucleari: l'”addizione” del parere necessario ma non vincolante della regione interessata

  1. Peter Lewis Geti ha detto:

    Il Consiglio regionale dell’Abruzzo, convocato in seduta straordinaria giorno 8 marzo 2010 (http://consiglio.regione.abruzzo.it/affassweb/IX_Legislatura/scalette/2011/2011-03-08s.asp) per dibattere sulle problematiche connesse all’utilizzo dell’energia nucleare, ha respinto con 23 voti contrari e 11 favorevoli la mozione presentata dall’Idv che impegnava il presidente Gianni Chiodi a seguire l’esempio di alcuni suoi colleghi governatori nella battaglia contro la legge sul nucleare.

    Nella mozione si chiedeva di riconoscere l’incompatibilità delle centrali con le specificità ambientali del territorio, nonché con la caratterizzazione, ormai acquisita con anni di investimenti e di promozione, di regione verde d’Europaa e quindi scongiurare ogni ipotesi di localizzazione di centrali sul territorio abruzzese.

    Link: http://consiglio.regione.abruzzo.it/show_news.asp?id=5100
    http://www.abruzzoweb.it/contenuti/consiglio-regionale-maltempo-nucleare-e-sottotetti/20647-268/

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