[L. cost. 7 febbraio 2013, n. 1] Il Friuli Venezia-Giulia e la riduzione dei componenti il Consiglio regionale

Palazzo della Regione del Friuli-Venezia Giulia

La prima legge costituzionale dell’anno in corso reca una «Modifica dell’articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1», che interessa l’assetto numerico dei componenti il Consiglio regionale.

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La “via siciliana” alla riduzione dei c.d. “costi della politica”

Dopo la approvazione del d.d.l. regionale di iniziativa  della Giunta, n. 812 del 2011, in materia di abolizione delle Province in Sicilia e di riduzione dei consiglieri e degli assessori comunali – commentato in questa stessa Rivista, 7 dicembre 2011 – l’ARS ha approvato il disegno di legge 790-52-778-779-784/A, recante lo «schema di progetto di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell’articolo 41-ter, comma 2, dello Statuto» avente ad oggetto «modifiche all’articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana».

Il testo si compone di due articoli.

Ai sensi dell’art. 1 (rubricato «riduzione del numero dei deputati») si prevede una modifica «al comma 1 dell’articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana» nel senso che «la parola “novanta” [che indica l’attuale numero di deputati regionali, ndr.] è sostituita dalla parola “settanta”».

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[Disegno di legge regionale siciliano n. 812 del 2011] L’abolizione delle Province in Sicilia e la riduzione dei consiglieri e degli assessori comunali

Il disegno di legge regionale di iniziativa  della Giunta n. 812 del 2011, approvato con  delibera del 17 ottobre 2011 ed annunciato nella seduta n. 298 dell’Assemblea Regionale Siciliana del 22 novembre 2011, si propone di riorganizzare in tempi relativamente rapidi l’assetto degli enti locali siciliani.

Nell’esame del d.d.l.r. si pone immediatamente in evidenza l’art. 15 che dispone che le “province regionali sono soppresse a far data dal 31 maggio 2013” insieme alle unioni di comuni, che “qualora i liberi Consorzi comunali non siano costituiti entro il 30 aprile 2013 si provvederà alla gestione straordinaria delle province secondo la normativa vigente” e che “la Regione provvede, altresì, a promuovere tute le opportune iniziative nei confronti dello Stato, affinchè l’organizzazione periferica dello Stato tenda ad adeguarsi agli ambiti territoriali dei liberi consorzi comunali del territorio della Regione”, nonché a “rapportarsi con lo Stato per l’assegnazione delle risorse finanziarie ad oggi destinate alle province regionali e disciplinate dalla normativa statale”.

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