Gli “eserciti regionali” battono in ritirata?

Il 15 marzo 2011 è stata presentata, alla Camera dei deputati, la proposta di legge n. 4174 (primo firmatario: Gidoni) recante “Istituzione del Corpo dei volontari militari per la mobilitazione e delega al Governo per la disciplina all’avanzamento dei suoi componenti”.

Con questo  testo legislativo, composto da otto articoli, ci si proponeva (almeno nelle intenzioni) di introdurre nell’ordinamento italiano un organismo molto simile alla Guardia nazionale operante negli Stati Uniti d’America. Difatti, sebbene nella relazione si ammetta l’esistenza di “caratteristiche peculiari dell’architettura costituzionale statunitense”, ci si affretta  a concludere che “alcuni aspetti dell’esperienza oltreoceano siano meritevoli di considerazione e applicabili anche all’ordinamento italiano”.

In realtà, confrontando la proposta di legge in commento con le disposizioni relative alla National Guard statunitense (in particolare, il Titolo 10 dello  US Code), è agevole notare una quasi totale uniformità di disciplina salvo che per la sostituzione dei compiti dei Governatori degli Stati federali con quelli (quasi identici) dei Presidenti delle Regioni (così denominati proprio nell’articolato in questione).

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