[Corte cost. n. 85/2012] I principi fondamentali in materia di energia e di protezione civile

La decisione in esame dichiara l’incostituzionalità di una disciplina regionale che pone dei limiti all’installazione di impianti di fonti di energia rinnovabili, e conferisce competenze in capo al Presidente della Provincia in materia di protezione civile. Le due competenze di natura concorrente vengono contese e la questione è risolta valutando la natura dei principi fondamentali posti dal legislatore statale.

Il Governo ha dunque promosso una duplice questione di legittimità costituzionale in merito alla l. r. Veneto n. 7/2011, che è la legge finanziaria della Regione: gli artt. 4, co. 1, e 15, commi 1 e 2, violerebbero gli artt. 41 e 117 della Costituzione.

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[Corte cost. n. 339/2011] Ancora un intervento della Corte costituzionale sull’intreccio di competenze Stato-Regioni in materia di grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico

Con la sent. n. 339 del 2011 la Corte costituzionale è tornata a pronunziarsi, tra l’altro, sulle controverse competenze legislative in materia di grandi derivazioni idroelettriche, inserendosi nuovamente in un annoso dibattito tra Stato e Regioni.

Già nel 2008, con la sent. n. 1, la Consulta aveva affrontato alcuni profili riguardanti le concessioni di grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico, giudicando in via principale sulla legittimità costituzionale di alcune disposizioni statali (cc. 483-492 dell’art. 1, L. n. 266/2005) che prevedevano la gara pubblica come regola generale per l’attribuzione delle concessioni (e fissavano le regole relative alla trasferibilità del ramo di azienda relativo all’esercizio della concessione stessa), ma contestualmente fissavano una proroga decennale delle concessioni già esistenti, stabilendo i requisiti necessari per beneficiare di tale proroga.

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[T.A.R. Toscana, sent. 11 ottobre 2011 n. 1473] Regioni ed enti locali non possono provvedere da soli alla determinazione dei criteri per la localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Con questa pronuncia il giudice amministrativo toscano si esprime sul tema delle energie prodotte da fonti rinnovabili, richiamandosi alla disciplina dell’Unione Europea, nonché alla giurisprudenza della Corte costituzionale

Rileva il TAR che il principio dello sviluppo sostenibile è stato fatto proprio dal legislatore italiano, il quale si è adeguato alla direttiva 201/77/CE (in materia di energia prodotta da fonti rinnovabili) con il D.Lgs. n. 387 del 2003, il quale riconosce l’indifferibilità, l’urgenza e l’utilità della realizzazione di tali impianti, conferisce all’autorità procedente – Regione o Provincia se dalla prima delegata- il potere di rilasciare le autorizzazioni richieste anche se esse comportino varianti agli strumenti urbanistici vigenti, ma rimette alle linee guida da adottarsi in Conferenza unificata l’approvazione dei criteri sulla base dei quali individuare le aree di installazione dei suddetti impianti.

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[Corte cost., n. 165/2011] Interventi strategici in materia di energia tra attrazione in sussidiarietà, poteri sostitutivi e leale collaborazione

La decisione in esame aggiunge un tassello assai rilevante alla giurisprudenza della Corte che, a partire dal 2004, ha in più occasioni dovuto distinguere e ordinare le competenze dello Stato e delle Regioni in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia sulla base degli istituti della chiamata in sussidiarietà, della sostituzione e della leale collaborazione.

Il giudice delle leggi, con la sent. n. 165/2011, riconferma da un lato la linea dell’attrazione in sussidiarietà delle funzioni amministrative e legislative, avallandone addirittura una versione ancora più incisiva di quanto era avvenuto in precedenti decisioni, nelle quali tale avocazione non aveva mai riguardato il momento attuativo; e dall’altro tutela le competenze regionali, escludendo la legittimità tanto di poteri sostitutivi esorbitanti rispetto allo “statuto” del potere di sostituzione, quanto di modalità procedurali che comprimano il principio di leale collaborazione, che rappresenta invece una fondamentale garanzia in presenza della chiamata in sussidiarietà.

I ricorsi delle Regioni Toscana e Puglia e della Provincia autonoma di Trento hanno per oggetto l’art. 1, co. 1, del d. l. n. 105/2010 (Misure urgenti in materia di energia), convertito in legge dall’art. 1, co. 1, della l. n. 129/2010, che ha sostituito i co. 3 e 4 dell’art. 4 del d. l. n. 78/2009, dichiarati incostituzionali dalla sent. n. 215/2010.

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