[Corte cost. n. 54/2012] Leggi regionali di moratoria in tema di energia nucleare: la lettura della Corte dopo il referendum del 2011

Una nuova decisione della Corte costituzionale in tema di impianti di produzione di energia nucleare colpisce perché interviene quando sembra ormai archiviata, a fronte della consultazione referendaria del 2011, la possibilità che l’Italia prosegua il programma di sviluppo di tale fonte di energia. La Corte si pronuncia in merito ad un ennesimo caso di «moratoria» regionale, concernente appunto tale forma di energia, il cui precedente ben conosciuto era stato l’analogo rifiuto opposto da tre Regioni – Sardegna, Basilicata e Calabria – nel 2003, da cui è scaturita l’importante pronuncia n. 62/2005, che ha escluso che le Regioni possano contrastare le decisioni dello Stato in relazione a interessi qualificati di livello «nazionale», pur riconoscendo la necessità di ricorrere a forme collaborative. Tornando a sindacare la questione in un contesto normativo ormai mutato, la Corte utilizza la distinzione tra installazione di impianti ed operazioni di smaltimento dei rifiuti per procedere a dichiarare illegittima la legge regionale.

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