[D.L. n. 174/2012] Il Governo implementa il ruolo di “controllore” della Corte dei conti

Nell’ambito delle «disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali» – cfr. d.l. 174/2012, in parte già commentato in questo blog da M. Massa e da E. Albanesi – il Governo ha riservato una parte (importante) della disciplina al rafforzamento della partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria degli enti territoriali» sì com’è, letteralmente, rubricato l’art. 1.

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[Corte dei conti Basilicata, sent. n. 65/2011] Divieto di cumulo delle cariche elettive e delle relative indennità: spetta all’Ufficio di Presidenza sospendere il pagamento dell’indennità consiliare

Con la sentenza n. 65/2011, la Corte dei conti della Basilicata ha condannato, nel giudizio di responsabilità promosso dalla Procura regionale, alcuni componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata e un dirigente amministrativo della medesima Regione, a causa del danno prodotto all’erario, per non aver interrotto l’erogazione dell’indennità prevista per la carica di Consigliere regionale.

Più in particolare, alcuni Consiglieri regionali, dopo essere stati eletti al Senato, avevano provveduto a comunicare all’Ufficio di Presidenza una formale opzione per la titolarità della carica di Senatore, ma ciò nonostante, questi ultimi avevano continuato a percepire, oltre a quella prevista per la carica di Senatore, anche l’indennità di consigliere regionale, sino al momento del perfezionamento della procedura di surroga, intervenuta nei due mesi successivi.

Ad avviso della Corte dei conti, innanzi tutto, nessuna responsabilità grava sui neosenatori percettori delle indennità, in quanto essi hanno assolto ai propri obblighi formalizzando la volontà di opzione, e non potendo, dunque, esigersi nei loro confronti alcuna manifestazione diretta a contrastare la corresponsione del beneficio.

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La soppressione dei consorzi mette in difficoltà i piccoli comuni

Con il Parere n. 101 del 30 dicembre 2010, la Sezione regionale per il controllo del Piemonte ha chiarito alcuni aspetti di rilevante interesse in merito alla soppressione ope legis, stabilita con l’art. 2, comma 186, della L. 191/2009 (finanziaria 2010), dei consorzi di funzioni costituiti ai sensi dell’art. 31 del D. Lgs. 267/2000 – “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”.

L’articolata interpretazione fornita dalla Sezione piemontese parte dal dato normativo del Testo Unico che prevede che gli Enti locali possano costituire fra loro consorzi per la gestione associata di uno o più servizi e per l’esercizio associato di funzioni, secondo le norme previste per le aziende speciali. La Sezione quindi riprende l’evoluzione che ha portato all’art. 31 del Testo Unico e che abbraccia tutti gli anni ’90 a partire dalla L. 142/1990. I consorzi, concepiti come enti di carattere prevalentemente imprenditoriale gerenti di servizi, sono divenuti, con il tempo, organismi finalizzati alla gestione associata di funzioni. Tale evoluzione però, non si è arrestata, poiché già con la legge finanziaria 2002 (L. 448/2001) la materia subiva ulteriori modifiche, fra le quali il divieto di costituzione di consorzi per l’esercizio di attività a rilevanza economica ai sensi dell’art. 113-bis del TUEL.

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Published in: on 15 marzo 2011 at 5:00 pm  Comments (33)  
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