[Corte Cost., n. 67/2011] Lo slittamento del giudizio dalla materia energia alle materie tutela della concorrenza e tutela dell’ambiente

La sent. n. 67/2011 definisce l’ennesima contesa di competenze tra Stato e Regioni sul terreno dell’installazione e della realizzazione di impianti da fonti di energia rinnovabili. E dimostra, ancora una volta, come i rapporti in materia di energia coinvolgano frequentemente materie contigue, molto spesso di spettanza esclusiva dello Stato, cosicché la materia concorrente “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” finisce per risultare compressa in funzione della tutela di interessi limitrofi, difficilmente separabili da quelli energetici.

L’art. 54, co. 1, l. reg. Basilicata n. 42/2009, modificando la disciplina precedente in materia di energia, consente eccezionalmente la realizzazione di impianti fotovoltaici, minieolici, di cogenerazione alimentati a biogas, gas discarica, gas residuati da processi di depurazione e da biomassa vegetale, purché con potenza inferiore a determinate soglie; ma non modifica la moratoria introdotta dalla precedente l. reg. n. 9/2007, che prevede che fino all’approvazione del PIEAR non sia consentita l’autorizzazione di tutti gli impianti che non rientrano nei limiti e non siano conformi alle procedure e alle valutazioni di cui al Piano energetico regionale.

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